rotate-mobile
Impasse istituzionale

Crisi istituzionale e il "caso" Portoghese, Anastasi: "Catania ha bisogno di stabilità, tranquillità e serietà"

In una città che necessità di una gestione dell'ente comunale presente, assidua ed efficace ci si trova invece a discutere su questioni di legittimità relative alla nomina commissariale. Alcuni interrogativi posti in aula consiliare non hanno trovato una risoluzione definitiva e l'assise civica ha chiesto a gran voce che gli organi competenti sciolgano al più presto il nodo

Un clima di grande incertezza aleggia su Catania, scossa dal "caso" Portoghese, ormai possiamo definirlo così. I dubbi sulla sua compatibilità al ruolo di Commissario straordinario sia al comune di Catania che alla Città Metropolitana etnea, sollevato in sede regionale, ha indotto la città ad una preoccupante impasse istituzionale. In una città che necessità di una gestione dell'ente comunale presente, assidua ed efficace ci si trova invece a discutere su questioni di legittimità relative alla nomina commissariale. Per superare questa fase di stallo il Consiglio comunale di Catania ha convocato per la serata di ieri un Consiglio straordinario, l'occasione per fare il punto della situazione e per chiedere agli organi competenti che si faccia chiarezza al fine di accelerare il processo che riconduca alla normalità. Grande attenzione anche da parte dei riferimenti politici che ambiscono, nella prossima tornata elettorale di quest'anno, a concorrere per la carica di sindaco, da Lanfranco Zappalà, presente al Consiglio di ieri e intervenuto sulla questione, a Sergio Parisi, presente a Palazzo degli elefanti per seguire la seduta.

In attesa che arrivino le risposte tanto attese, però, il clima politico si è fatto incandescente. Alcuni interrogativi posti in aula consiliare non hanno trovato una risoluzione chiara. Quale futuro dunque? Alla fine sarà confermata l'illegittimità all'incarico affidato a Portoghese oppure ci sarà un clamoroso dietrofront? E ancora, potrebbero esserci ripercussioni sui provvedimenti passati adottati prima che scoppiasse il caos? 

Il presidente del Consiglio comunale, Sebastiano Anastasi, ha ribadito ancora una volta con fierezza che l'assise civica ha lavorato in maniera encomiabile, cercando di ovviare ad una situazione davvero complicata. Ma le polemiche sono dietro l'angolo, nella giornata di oggi infatti alcune dichiarazioni di Federico Portoghese sono state mal digerite da Anastasi che ha chiesto compattezza e, soprattutto, senso di responsabilità per il bene della città di Catania.

"Questo Consiglio comunale, pur con tutti i limiti e le difficoltà, coralmente è sempre puntuale, trasparente ed efficiente - ha detto Anastasi ai nostri microfoni -. Non si è assolutamente cercato lo scontro istituzionale. Noi apprendiamo del parere legale della Regione, richiesto il 26 agosto, arrivato a conclusione il 5 gennaio. Questo ponte dell’Epifania segna un momento incredibile: cambia tutto a Catania. Il commissario rimuove il segretario generale, emana una nota in cui gli organi di stampa non possono interloquire con i dirigenti cambiando improvvisamente lo scenario. Ieri sera era il minimo chiedere alle autorità in merito, Regione in testa, Prefettura e Ministero, di fare presto e decidere se vorranno rimuovere il commissario o confermarlo. Io, certo, ho sempre cercato di mantenere un piglio istituzionale. Obiettivamente le ultime dichiarazioni del commissario mi lasciano fortemente sbigottito".

"Perplessità su legittimità di nomine e decisioni del commissario? Io mi sono confrontato con il segretario generale, con il vice segretario generale e con un altro esperto. La norma, ed è prassi consolidata, è che gli atti precedenti ad un evento di questo tipo vanno fatti salvi, altrimenti ogni qualvolta si verificano questi incidenti tutto diventerebbe molto difficoltoso - continua Anastasi - Le dichiarazioni di oggi in Arcivescovado del commissario ci lasciano sbigottiti. Ha dichiarato ai giornalisti che non intende rendere conto al Consiglio. Lui sostituisce il commissario e la giunta. E il consiglio è organo di controllo e di vigilanza nei confronti degli atti, della giunta e del sindaco. Inoltre con uno stile che obiettivamente non si addice a un commissario, ha parlato con un tono sferzante relativamente ad argomenti di natura politica. Forse la politica stessa che lo ha nominato, è la medesima che in questo momento si è accorta che non ha i requisiti. Catania in questo momento ha bisogno di stabilità, tranquillità e serietà, accogliamo l’appello del vescovo, ma se poi le parole del commissario sono queste, tutto lo sforzo del Consiglio comunale che non è formato da una sola persona ma da 36 consiglieri comunali che coralmente cercano di dare stabilità e tranquillità alla città, viene fatto vano. Quindi l’appello a questo punto lo faccio io: invito il Commissario a ponderare le parole e a fare veramente quanto è possibile eticamente, moralmente e amministrativamente per questa città fino a quando reputerà la Regione di mantenerlo ancora in carica”.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Crisi istituzionale e il "caso" Portoghese, Anastasi: "Catania ha bisogno di stabilità, tranquillità e serietà"

CataniaToday è in caricamento