Martedì, 3 Agosto 2021
Politica

Consiglio comunale su via Castromarino finisce nel caos: gli sfollati abbandonano l'aula tra le proteste

Durante l'intervento conclusivo dell'assessore Trantino, che stava illustrando le ragioni di una recente ordinanza che imporrebbe il ripristino degli immobili per i proprietari, le famiglie presenti hanno lasciato l'aula consiliare evidentemente non soddisfatti delle risposte fornite

Doveva essere il consiglio comunale del "chiarimento" e invece ha segnato ancora di più il solco tra gli sfollati di via Castromarino e i loro legali, da una parte, e l'amministrazione dall'altra. La seduta, durata circa un'ora e mezza, si è interrotta bruscamente nel corso dell'intervento conclusivo dell'assessore Enrico Trantino che stava illustrando le motivazioni che hanno portato il sindaco a emanare la tanto contestata ordinanza che impone ai proprietari di effettuare, a loro spese chiaramente, le pratiche necessarie per riottenere l'agibilità degli immobili. "Dite soltanto falsità", ha detto dai banchi del pubblico una delle rappresentanti del comitato dei residenti di via Castromarino e dopo qualche minuto il presidente Castiglione ha chiuso la seduta e l'assessore Trantino non ha potuto completare il suo intervento.

La lettera di una residente al sindaco

L'ordinanza contestata

Le 39 persone che lo scorso 20 gennaio 2020 hanno perso la casa dopo il crollo attendono da tempo risposte sia dalla giustizia, per accertare le responsabilità dei danni e un eventuale nesso con i lavori della metropolitana, sia dalle istituzioni per fare fronte al dramma vero e proprio della perdita della casa. Lo scorso 12 maggio 2021 il sindaco ha emanato l'ordinanza contestata che addossa ai proprietari l'onore di presentazione di un progetto per riottenere l'agibilità degli immobili. Secondo i legali dei residenti questo provvedimento obbliga, di fatto, i loro assistiti a presentare il progetto entro 30 giorni e viene considerato una ingiustizia bella e buona anche perché non vi sarebbe stata alcuna concertazione precedente.

La richiesta del consiglio straordinario 

Da qui era arrivata la richiesta di una seduta straordinaria del civico consesso espressa dal consigliere M5S Graziano Bonaccorsi come primo firmatario e sottoscritta da diversi consiglieri di opposizione e di maggioranza. Lo stesso consigliere pentastellato, con tanto di immagini, ha illustrato i tanti e difficili mesi passati da decine di nuclei familiari senza casa e ha attaccato il primo cittadino: "Oggi il sindaco doveva essere presente per dare risposte e non c'è. E' stato assente anche subito dopo il crollo. Nei mesi successivi con le pressioni dei consiglieri di opposizione, e anche della maggioranza che ha mostrato sensibilità, sono arrivati provvedimenti attesi come il bonus casa e il contributo straordinario di 3mila euro".

"Poi è arrivata questa ordinanza che intima di presentare un progetto di risanamento comprendente anche i successivi collaudi per ottenere l'agibilità. Ma l'amministrazione ha visto come sono gli immobili, in che condizioni? - continua Bonaccorsi -. L'immobile non è crollato per un calo di pressione o perché si è sentito male ed è assurdo che venga emanata una ordinanza del genere, per cui ne chiedo l'immediato ritiro".

Gli interventi in aula e l'assenza del sindaco

Sono stati diversi gli interventi dell'opposizione che hanno sottolineato l'assenza del sindaco. In aula, per l'amministrazione, erano presenti gli assessori Porto e Trantino. Il capogruppo di Grande Catania, Sebastiano Anastasi, ha ripercorso altri accadimenti simili a via Castromarino avvenuti in concomitanza con i lavori della metro (come un crollo nella circonvallazione, un altro in via Galermo e l'intricata situazione di Cibali) ma ha anche evidenziato come in queste circostanze vi sia un sistema che "lascia da soli i Comuni che nella maggior parte dei casi non possono sostenere con le proprie forze fatti del genere" quindi ha chiesto un "confronto con le istituzioni nazionali per trovare una soluzione per chi ha il dramma della perdita della casa".

"L'ordinanza - ha aggiunto - seppur supportata da fondamenti giuridici arriva come una fucilata sui residenti poiché sarebbe servita una intermediazione precedente". La consigliera del M5S Valeria Diana ha letto in aula la lettera di una residente che, con una figlia piccola, ha perso la casa e che ha chiamato in causa direttamente il sindaco nel quale riponeva fiducia. Fiducia che, secondo la cittadina, adesso sarebbe ormai persa visto il tanto tempo senza soluzioni. Sull'ordinanza è intervenuto anche il consigliere di maggioranza Luca Sangiorgio: "Se qualcuno dei proprietari volesse rientrare occorre l'agibilità e l'ordinanza dà la possibilità, a chi vuole farlo, di avere le condizioni per intervenire. Se i lavori potessero essere fatti a carico del Comune o di altro soggetto istituzionali sarei il primo a dire di intervenire ma le leggi, sino a quando non si sarà chiarita la responsabilità del crollo, non lo permettono. Possiamo invece pensare di trovare soluzioni per abbattere i costi per la presentazione della Cila e poi sarà la libera scelta di ogni residente se intervenire o meno per rientrare nell'abitazione".

Le parole di Trantino e la protesta

Alla fine della seduta l'assessore Porto, che ha delega alla Protezione Civile, ha ricostruito la vicenda ma ha lasciato la "patata bollente" della spiegazione delle ragioni dell'ordinanza al collega Enrico Trantino. Quest'ultimo ha definito l'atto "corretto in questa fase poiché se si volesse tornare nell'immobile devono essere i proprietari ad accollarsi i costi sino a quando non vi sarà un accertamento della giustizia. Non esiste una obbligazione e nessuna istituzione si potrà far carico dei costi della ristrutturazione".

Ma al termine della frase dell'assessore sono scoppiate le proteste: i legali dei residenti hanno abbandonato polemicamente l'aula e anche alcuni rappresentanti dei cittadni senza casa si sono scagliati contro l'assessore accusato di dire falsità. Così la seduta non è stata sospesa ma è stata chiusa lasciando così sul tappeto l'ordinanza, i malumori dei residenti e la loro rabbia.

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