Consiglio comunale, il "mistero buffo" della commissione nella "Fera 'o luni"

Il civico consesso si infiamma per il "caso" sollevato da Valeria Diana del Movimento Cinque Stelle. In un clima di confusione si è inoltre discusso del regolamento del verde

Dai banchi dell'aula consiliare etna sono transitati tantissimi personaggi illustri, anche della politica nazionale. Chissà cosa avrebbero detto politici come Marco Pannella o Benito Paolone vedendo "lo spettacolo" andato in scena ieri sera in consiglio comunale. A fare da padrone è stata, intanto, la confusione. Chiacchiericci e indisciplina che hanno esasperato sia il presidente Giuseppe Castiglione sia i consiglieri che, spesso, non riuscivano a parlare e a farsi sentire tanto che sarà necessaria una riunione dei capigruppo per mettere dei paletti e dei freni alla confusione che regna in aula.

Confusione che si è trasformata in una escalation di accuse e tensione dopo l'intervento della pentastellata Valeria Diana che, durante le comunicazioni dei consiglieri, ha raccontato - leggendo un intervento preparato minuziosamente prima - i fatti avvenuti durante una recente commissione consiliare itinerante che si è svolta nello storico mercato cittadino di piazza Carlo Alberto, la fera 'o luni, lo scorso 6 giugno. La sesta commissione voleva appurare criticità e problemi del mercato.

Per la consigliera c'è stato in toto un atteggiamento sbagliato dei colleghi e ha avuto la sensazione "che le domande agli esercenti venivano fatte a quelli già conosciuti e in regola" e dopo aver chiesto casualmente a un esercente a caso - a suo dire - quali fossero eventuali criticità della fiera ha ricevuto la risposta che lui lì è "un abusivo".

"Sono rimasta senza parole - prosegue Diana - e gli altri esercenti se la ridevano mentre l'ispettore dei vigili è intervenuto. Intato quel commerciante è sparito".

La commissione, accompagnata dai vigili urbani, a quel punto si sarebbe dileguata così come l'esercente abusivo che - avendo capito "la situazione" - avrebbe abbandonato la sua bancarella senza che gli altri venditori attorno sapessero dare una spiegazione. "Una normale situazione di abusivismo commerciale, ma quello che mi ha lasciato stupefatta e amareggiata è stata la reazione dei miei colleghi di commissione. In pochi secondi i colleghi si sono dileguati e la commissione è caduta per mancanza di numero legale. Alcuni ambulanti mi hanno detto che per molti consiglieri loro rappresentano un serbatoio di voti e mi rifiuto di credere che sia stato il motivo della sparizione dei miei colleghi", ha attaccato la pentastellata.

Così Valeria Diana ha denunciato pubblicamente questi fatti, in attesa di conoscere il verbale e di poter ascoltare interamente l'audio della seduta che pare esista ma che deve essere recuperato. Da qui il caos. Tutti i consiglieri degli altri schieramenti, componenti di quella commissione, hanno attaccato la grillina.

Prima Bottino che ha detto che "è davvero un teatro: quello che accade in questa aula non avviene neanche al Massimo Bellini. Noi siamo usciti dalla commissione perché subito dopo ne avevamo un'altra, siamo rimasti circa 40 minuti in quella commissione e non dobbiamo giustificare nulla. La collega merita delle querele, sta dicendo la sua versione. Lei ha chiesto personalmente agli ambulanti le licenze che non è nelle competenze della commissione. Noi non siamo la polizia, siamo le istituzioni e dobbiamo raccogliere criticità e problemi".

Sulla stessa linea il consigliere Campisi che ha detto: "La collega si dovrebbe vergognare. Durante la commissione ha chiesto le licenze a più di un commerciante, inoltre quelli del M5S hanno detto ai commercianti che finché voteranno il centrodestra o il centrosinistra ci sarà questa situazione!".

A concludere anche Sara Pettinato che afferma di aver prima difeso la collega, quando qualche esercente ha detto che i consiglieri vengono solo per raccogliere voti, ma poi ha aggiunto: "Ho provato vergogna quando lei ha detto che al mercato nessuno ha la licenza".

In tutto questo caos solo qualche rapido accenno alla situazione rifiuti condizionata dalla chiusura delle discarica dove conferisce Catania. Si attende lo sblocco del conferimento, ma non è escluso che ci possa essere una ordinanza che vieti di gettare i rifiuti. Poi sono emerse le problematiche di Vaccarizzo: il quartiere etneo, secondo la denuncia di Bottino, avrebbe una fornitura d'acqua carente e che non sarebbe utilizzabile per fini igienici.

Anche Graziano Bonaccosi ha evidenziato "le condizioni da terzo mondo" di Vaccarizzo, chiedendo all'amministrazione di intervenire nella scuola della zona senza scerbature né disinfestazione. Infine Luca Sangiorgio ha chiesto all'assessore Porto la possibilità di effettuare dirette facebook e youtube delle sedute del consiglio "perché è interesse della città conoscere i lavori del consiglio".

L'assessore ha detto che oltre la presenza del wifi in aula, a partire da luglio, inizieranno le dirette sui social del consiglio. Visto il clima, a questo punto, Sangiorgio ha commentato ironico: "Forse è meglio non farle le dirette".

Per mancanza del numero legale sulla votazione di alcuni emendamenti al regolamento del verde pubblico e privato la seduta è stata poi sospesa con il consigliere Manfredi Zammataro che ha "lottato" per portare avanti delle modifiche migliorative al testo, discusso anche con le associazioni ambientaliste e tecnici del settore.

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