Consiglio, la maggioranza traballa tra il peso di Lombardo e i 'mal di pancia' di Musumeci

I movimenti 'balneari' dell'attività consiliare, dall'elezione del presidente Giuseppe Castiglione, alla formazione dei gruppi consiliari, lasciano immaginare sin da ora quale sarà l'andamento della maggioranza: 'fedelissimi' contro 'indipendenti'

I movimenti 'balneari' dell'attività consiliare, dall'elezione del presidente Giuseppe Castiglione, alla formazione dei gruppi consiliari, lasciano immaginare sin da ora quale sarà l'andamento della maggioranza che, ancora oggi, sostiene il sindaco Salvo Pogliese. Il risultato delle urne ha infatti fatto saltare alcuni accordi pre-elettorali e ne ha modificati altri - soprattutto per la differenza di circa sette punti percentuali tra la Lega dell'assessore Fabio Cantarella, ed i 'lombardiani' di Grande Catania - e quelli che sono stati definiti come 'mal di pancia' in #DiventeràBellissima, in realtà potrebbero essere più importanti di qualche lieve movimento intestinale. 

Il braccio di ferro per la presidenza

Sfumata l'ipotesi della presidenza a marchio 'Musumeci', quando ancora si faceva il nome di Manfredi Zammataro, la formazione del presidente della regione - composta da tre consiglieri - potrebbe giorcare un ruolo determinante in diverse occasioni. A pesare, inoltre, lo spazio che il primo cittadino ha dovuto e dovrà dare, volente o nolente, al gruppo storicamente più compatto, quello degli uomini di Raffaele Lombardo.

Vera e propria novità, la frattura per la presidenza sembra essere un primo piccolo vulnus rispetto all'esperienza di Bianco che, nel 2013, al tempo dell'elezione di Francesca Raciti, ebbe una maggioranza granitica e riuscì ad ottenere voti anche da parte dell'opposizione. Un 'plebiscito' che si replicò anche nel caso della vicepresidenza di Sebastiano Arcidiacono. Dal braccio di ferro con Zammataro, invece, la maggioranza sembra spaccata all'esordio, ed i 'mal di pancia' che sarebbero potuti venir fuori in seguito, nel corso degli anni, sono invece oggi alla luce del giorno.

I Lombardiani e tutti gli altri

In una situazione di politica magmatica, dove le segreterie non 'spostano' più i voti di una volta, ogni eletto, con l'eccezione dell'anomalia del Movimento Cinque Stelle, sa bene di ricoprire il ruolo grazie ai propri mezzi. Una consapevolezza che, spesso, anche in passato ha portato a cambi di casacca e movimenti 'scomposti', che non lasciano prefigurare nulla di buono per la solidità dell'appena nata maggioranza. 

Nella fluidità delle alleanze, i lombardiani sembrano aver sempre avuto un ruolo fondamentale. Sia nella formazione della maggioranza che sosteneva Raffaele Stancanelli, sicuramente in quella di Bianco - pur stando all'opposizione, ma in ruolo 'dialogante' (non facendo mancare quasi mai, nei fatti, il numero legale in aula) - ed oggi in quella di Pogliese, seguendo sempre la logica della fedeltà alla linea dettata dall'ex governatore. Un indirizzo che attualmente, più che prefigurare uno scontro tra Lombardo e Musumeci o Stancanelli, sembra essere giocato tra 'peones' contro 'indipendenti'.

I cambiamenti in corsa

Un dualismo, quindi, tra i 'fedelissimi' di Pogliese contro 'il resto del mondo' che ricalca un po' quello dell'ultimo periodo dell'amministrazione guidata da Enzo Bianco, dove ormai l'ex sindaco poteva godere dell'appoggio soltanto di pochi irriducibili, come Carmelo Petrina ed Alessandro Porto (oggi però assessore di Pogliese in quota Udc). La bravura del sindaco starà nel saper accontentare le richieste dei singoli, più che dei partiti, e far stare buona una compagine che sin dalle prime ore sembra essere abbastanza recalcitante. Del resto, come si apprende dai rumors di palazzo, il gruppo di #DiventeràBellissima potrebbe godere dell'appoggio 'esterno' di altri due consiglieri, Andrea Barresi e Salvo Peci, che avrebbero già programmato di camminare insieme agli uomini di Musumeci. 

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