Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Coronavirus, l'appello di Marano (M5S) a Musumeci: "Riaprire Vittorio Emanuele e strutture dismesse"

La deputata regionale del Movimento Cinque Stelle interviene sul riutilizzo delle strutture ospedaliere chiuse e propone di destinarle all'emergenza Covid19. Oltre un anno fa la prima proposta che, secondo la pentastellata, è caduta nel silenzio

La riqualificazione degli ospedali dismessi di Catania è stata al centro di un approfondito esame tra i vertici della Regione Siciliana e del Comune etneo proprio ieri. L’idea del governo Musumeci è quella di creare dei poli museali e culturali lì dove sorgeva il Santa Marta, rendendo nuovamente visibile il prospetto dell’antico edificio risalente al periodo del Vaccarini, e il Vittorio Emanuele, nel cuore dell’Antico Corso. La deputata regionale del M5S Jose Marano, da tempo, invece chiede di riaprire e riutilizzare le strutture sanitarie per l’emergenza Covid e di dedicare l’Ascoli Tomaselli a un centro specifico proprio per i malati affetti dal terribile virus.

- Onorevole da tempo ha proposto – e non è stata la sola – la riattivazione delle strutture sanitarie. Quali le risposte?

“Soltanto un assordante silenzio. Il governo regionale non si è confrontato con nessuno: né con la politica, né con le associazioni, né con i sindacati e né con i cittadini. Musumeci ha un’idea a senso unico e a senso unico la sta portando avanti. Siamo nel pieno di una pandemia e da un anno chiedo di intervenire, esattamente da febbraio dello scorso  anno, quando ancora eravamo all'inizio di questa fase. Chi governa deve avere la capacità di prevedere quello che succede e deve sapere come intervenire. Non si può sempre rincorrere l'emergenza: i Covid hospital durante le fasi acute della pandemia sono fondamentali e tutelane anche gli altri pazienti che debbono fruire altre cure".

- Quindi l’idea sarebbe di riaprire il Vittorio Emanuele, il Santo Bambino e il Santa Marta?

“So benissimo che una riapertura non si fa in 48 ore ma è da oltre un anno che lo dico in tutti i modi possibili  al governo regionale e ci sarebbe stato tutto il tempo per organizzare la sistemazione di alcune parti degli edifici, per acquistare i presidi sanitari, per programmare un potenziamento del personale. Insomma c’era tutto il tempo per farci trovare pronti per la seconda ondata. Il risultato? Strutture chiuse e abbandonate al loro destino a rischio vandalismo, una desertificazione dell’economia di quelle zone, un degrado crescente e ospedali in estrema sofferenza. Chi ha il Covid non trova posto e chi deve seguire cure per altre patologie subisce rinvii di mesi e mesi”.

- E l’Ascoli Tomaselli? 

“Quella struttura nasce come un lebbrosario e sarebbe potuta diventare un supporto logistico importante per affrontare l’emergenza. Non solo a livello provinciale ma anche regionale. Anche in questo caso silenzio assordante”.

- La Lombardia e la provincia di Bolzano hanno fatto ricorso contro la zona rossa. Invece la Regione Siciliana l’ha chiesta con forza. Convinta di questa soluzione?

"Musumeci ha manifestato mancanza di coerenza. Rpima si era lamentato quando il governo nazionale aveva deciso che la Sicilia doveva essere arancione e disse che era una scelta assurda e penalizzante per le imprese. Adesso invece ha chiesto la zona rossa! E le imprese? Il governo nazionale ha stanziato miliardi di euro con il dl ristori e ha fatto il massimo possibile ma la gestione della sanità è di competenza regionale e tutto ciò che di incongruo stiamo vedendo in Sicilia è responsabilità del governo regionale. Secondo me la situazione andava vagliata a fondo individuando quelle province e città con tassi di contagio elevati e con un Rt sopra la linea di guardia e dichiarando solo quei territori zona rossa e non tutta l’Isola, che è estesa e con livelli di contagio variegati".


- Continuerà la sua “battaglia” per la riapertura degli ospedali anche quando la pandemia sarà in fase meno acuta?

“Certamente. Io sono convinta che la cultura rivesta un ruolo importante per le giovani generazioni, per il turismo, per la nostra identità e va preservata e tutelata. Ricordo che ho fatto una battaglia per l’apertura del teatro romano di piazza Stesicoro e quindi destinare delle aree delle strutture dismesse come il  Santa Marta e il Vittorio Emanuele per la cultura, esposizioni museali va benissimo.ma la priorità è la salute in questo momento. Dobbiamo fare i conti con una sanutà devastata da 30 anni di tagli e di cattiva politica, la stessa che in Regione ha lasciato un disavanzo di 2 miliardi che il governo Conte ha spalmato in 10 anni salvando la Sicilia dal fallimento. Quindi serve dare posti letto ai siciliani e servizi  specialistici d’eccellenza evitando così l’attuale congestione delle strutture sanitarie”

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