Corte dei Conti chiede il dissesto, Comune: "Valuteremo il ricorso"

"La situazione dei debiti - spiega il vicesindaco - secondo la Corte non è recuperabile se non in questo modo, ma valuteremo altre opzioni meno traumatiche"

Foto Andrea Di Grazia

La notizia è arrivata questa mattina sul tavolo del sindaco Salvo Pogliese e ha sconvolto la scaletta della conferenza stampa che l'amministrazione aveva pensato per restituire una fotografia della situazione contabile del Comune di Catania: la Corte dei Conti ha chiesto all'ente di adottare l'opzione del dissesto economico-finanziario per sanare le casse pubbliche, oggi particolarmente afflitte dai debiti.

Pogliese: "Faremo di tutto per evitare dissesto" - Guarda il video

"Temevamo di dover commentare questo dato ma, onestamente, speravamo di non doverlo fare - spiega il primo cittadino - Cercheremo comunque di percorrere tutte le strade possibili per evitare il dissesto, anche l'opzione di un ricorso che, ovviamente, sarà valutato solo dopo aver letto per bene le 70 pagine inviate dalla magistratura contabile".

"A noi non interessa addossare oggi responsabilità - ha continuato Pogliese - ma ci troviamo davanti a pesanti debiti non riscossi. Pensiamo, ad esempio, che la Tari oggi viene riscossa al 50% e che esiste quindi una parte non marginale di nostri concittadini che non è nelle condizioni di pagare. Versare i tributi è un dovere - aggiunge - e credo che sia importante che i cittadini percepiscano la gravità delle condizioni del nostro Comune". 

Alle parole del Sindaco fanno eco quelle del suo vice, Roberto Bonaccorsi, titolare delle deleghe al Bilancio: "Ci troviamo oggi davanti a scelte importantissime per la città - spiega Bonaccorsi alla stampa - Il dispositivo ha dato la possibilità per un ricorso e sono sicuro che ci siano le condizioni affinché quest'ipotesi traumatica possa essere scongiurata in una città che già soffre". "I dati che noi abbiamo testimoniano situazione debitoria importante e una mancanza di cassa endemica - ha chiarito - Il problema principale è il deficit di riscossione che si riverbera sulla situazione debitoria totale". 

"Catania è una città molto indebitata, quasi come Torino - spiega ancora Bonaccorsi - ma a differenza delle altre città del Sud il capoluogo piemontese ha creato questi debiti per realizzare opere pubbliche. Per noi, invece, sono stati contratti per la spesa corrente. Altra cosa che incide sull'equilibrio di bilancio è il discorso delle riscossione delle nostre entrate: l'esempio già citato della Tari fa partire una serie di riflessioni sull'etica, sul senso civico, e sul ruolo dell'amministratore che avrebbe dovuto porre maggiore attenzione su questi dati"." Mi ricordo che appena insediatosi, Monti aveva preparato una bozza di decreto poi arenato nel quale si immaginava la riscossione attraverso l'energia elettrica, immaginando che dove vi fosse una lampadina accesa vi fosse qualcuno dentro. Una modifica al sistema di riscossione - conclude - sarebbe determinante". 

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