Barbagallo, il consulente indagato e D'Agostino: "Io t'accollo 300-400 voti"

Proprio la vicinanza con D'Agostino e Barbagallo, secondo le forze dell'ordine, avrebbero consentito al geologo Alessio D'Urso di agire su grossi incarichi professionali nel comune di Acireale

Il deputato regionale e leader di 'Sicilia Futura' Nicola D'Agostino non è stato coinvolto nell'inchiesta che ha portato all'arresto, tra gli altri, del consulente del Coni Sicilia Anna Maria Sapienza e del sindaco di Acireale Roberto Barbagallo. Quest'ultimo, tuttavia - secondo quanto scrive il giudice per le indagini preliminari che ha predisposto l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, sulla base delle evidenze prodotte dalla guardia di finanza acese - avrebbe intimidito due commercianti ambulanti con l'obiettivo di raccimolare voti proprio per Nicola D'Agostino, durante l'ultima campagna elettorale che ha riconfermato il deputato all'Ars. Un lavoro incessante e normale durante i giorni turbolenti che precedono il momento del voto che, pur non facendo emergere elementi delittuosi in capo a D'Agostino, fotografa però un metodo poco virtuoso di ottenimento dei consensi. Coinvolgendo anche personaggi che, secondo l'accusa, grazie ai rapporti con i politici, incidevano sull'ottenimento di incarichi professionali all'interno del comune di Acireale.

Il ruolo di Alessio D'Urso

Oltre a Barbagallo e a Nicolò Urso, l'ufficiale della polizia municipale che si sarebbe occupato di andare fisicamente a "far spaventare" i fratelli ambulanti, compaiono anche altri soggetti vicini politicamente a D'Agostino. Uno di questi è il geologo Alessio D'Urso che, secondo gli inquirenti, sarebbe "persona di fiducia del sindaco Barbagallo e dell'onorevole D'Agostino", una posizione quest'ultima che "gli consentiva di muoversi con autorevolezza all'intemo degli uffici comunali" e dare precise indicazioni sul contenuto degli "atti amministrativi da adottare". L'uomo è accusato di essere beneficiario ed istigatore per aver realizzato "false attestazioni di indagini di mercato", insieme a Salvatore Di Stefano, quale Rup delle opere pubbliche necessarie alla messa in sicurezza dei torrenti Lavinaio-Platani e Peschiera ed al consolidamento del costone interessato dal movimento franoso nel comune di Acireale, e a Giovanni Barbagallo, quale capo dell'Area tecnica del Comune di Acireale. Lavori per un un totale di 800 mila euro, 38 mila dei quali sono andati al geologo D'Urso. 

L'amicizia con D'Agostino e i voti

Gli stretti rapporti tra Alessio D'Urso e i due politici trovavano conferma anche nel corso delle indagini, durante le quali, tramite diverse intercettazioni e dichiarazioni di terzi, è emerso il suo ruolo attivo nella campagna elettorale di D'Agostino. Che, intercettato, avrebbe detto: "Gli abbiamo messo Alessio lì, dovrebbe comandare, e invece non fa un cazzo". Sempre D'Agostino, durante una conversazione intercettata sull'utenza telefonica di D'Urso, chiedeva esplicitamente al geologo di procuragli "300-400 voti". "Dobbiamo partire subito con la campagna - diceva D'Agostino - mi devi dedicare un'ora al giorno del tuo tempo". "Tu sei in condizioni di darmi 300 voti - aggiungeva - e per fare questo devi fare 300 telefonate". 

Il potere di incidere sui lavori pubblici

Proprio la vicinanza con D'Agostino e Barbagallo, e l'inserimento all'interno della loro area politica, secondo le forze dell'ordine avrebbero consentito a D'Urso di modificare a suo piacimento gli atti del Comune per il conferimento degli incarichi. "Il potere del D'Urso di incidere sulle scelte della Amministrazione - scrive il gip - discende, quindi, in via generale, dalla sua posizione personale e dal suo collegamento con il sindaco Barbagallo e con l'onorevole D'Agostino" e, "con specifico riferimento ai conferimenti degli incarichi oggetto delle contestazioni di falsità ideologica - aggiungono - dall'esito delle indagini che lo hanno visto protagonista sia nella fase di redazione sia quale soggetto considerato dalla Amministrazione e, segnatamente, dal Di Stefano, quale reale interlocutore (al punto che gli veniva detto che le fatture sarebbero state emesse nei suoi confronti)".

Le dichiarazioni di D'Agostino

"Il rapporto personale di amicizia con Alessio D'Urso - spiega D'Agostino a CataniaToday - precede la mia carriera politica ed io come si evince dagli atti non mi sono mai occupato di favorirlo nei suoi rapporti con gli enti pubblici". "Nel rapporto di amicizia - aggiunge - mi sono permesso la confidenza di richiedergli con forte insistenza appoggio elettorale utilizzando un linguaggio colorito e un'iperbole come quella dei 3-400 voti che, in un tono assolutamente confidenziale, si confà ad un rapporto di amicizia". "Capisco che si ha un'impressione diversa così come il quadro è prospettato dalle intercettazioni - conclude il deputato regionale - ma la verità è che questo mio modo di fare lo riservo a tutti gli amici a cui chiedo con forza e insistenza di supportarmi in campagna elettorale".  

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