Motta, si dimette Danilo Festa: presentato un dossier sulla discarica

Oltre alle scelte politiche, al centro del gesto, ci sarebbe anche un dossier consegnato alla magistratura sulla gestione della discarica di Motta Sant'Anastasia e sui rapporti con il Comune

Danilo Festa si è appena dimesso dal Consiglio comunale di Motta Sant'Anastasia. Anima del movimento No Discarica, Festa ha spiegato il passo indietro come la consegna della promessa fatta durante la campagna elettorale per le regionali di novembre, quando aveva giurato di lasciare in ogni caso il senato del paese etneo. Ma, oltre alle le scelte politiche, al centro del gesto ci sarebbe anche un dossier consegnato alla magistratura sulla gestione della discarica di Motta Sant'Anastasia e sui rapporti con il Comune. Al suo posto entrerà Anna Pesce. 

"Mi dimetto. Dal consiglio, dalla carica istituzionale ma non dalla lotta e dalla battaglia per la continua ricerca della verità - scrive Festa in un lungo post su Facebook - Non potrei mai disimpegnarmi in questo che, per me, è motivo di vita. Non è affatto un addio ma un arrivederci. Lascio per rispettare quanto detto durante la campagna elettorale per le regionali, a conferma che le parole, da qualche parte nell'universo, hanno ancora un valore. Da quando faccio politica, con grande onore, sono sempre stato all'interno delle istituzioni. Ed è stato difficile, paradossalmente, conciliare il mio ruolo con la lotta civile. In tanti hanno pensato e continuano a pensare che ogni azione fosse finalizzata a un tornaconto elettorale".

"Da oggi mi sento libero di poter scrivere, condividere, parlare, manifestare senza essere qualcuno o rappresentare qualcosa. Da cittadino - continua Festa - E lascio dopo aver appreso e comunicato agli organi competenti notizie che, a mio modo di vedere, rendono questo Comune ancora più adombrato di quello che ogni cittadino potrebbe ritenere, a naso. Sarà la magistratura a valutare il da farsi ma, per quanto attiene il mio personale giudizio, sono in possesso di tutti gli elementi morali per decidere autonomamente che, con certa gente, non ho più voglia di condividere nulla. Neanche la stessa aula".

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"'Di respirare la stessa aria di un secondino non mi va, così ho deciso di rinunciare alla mia ora di libertà', cantava De Andrè - conclude -Con questo brano che mi risuona in testa ho deciso di stare sul campo, con tanti altri compagni di lotta, libero dall'ingombro di far parte di questo consiglio comunale, così vicino a certe incresciose logiche di potere. Un consiglio in cui anche parlare è diventato difficile. Lascio spazio ad Anna Pesce; una donna che, ne sono certo, saprà rappresentare al meglio le istanze della comunità, comprese le mie (che strano da dire!)". 

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