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Lunedì, 15 Agosto 2022
Politica Piedimonte Etneo

Democrazia partecipata, nella Sicilia orientale Piedimonte Etneo è il comune più virtuoso

Qui l’esito è stato pubblicato il 30 maggio, i fondi ammontano a 14.300,00 euro, i voti registrati sono stati 150 e il progetto vincitore è risultato quello di Vincenzo Finocchiaro che sotto il titolo “Riqualifichiamo San Gerardo”, che prevede la valorizzazione della villetta adiacente alla piazza omonima

Due comuni siciliani su 3 non hanno rispettato la scadenza del 30 giugno entro la quale, avendo diritto a 10 mila euro e più di fondi da spendere con forme di democrazia partecipata, avrebbero dovuto – per legge – avviare l’iter per il coinvolgimento dei cittadini e l’utilizzo delle somme. Ad avere l’obbligo – stando agli ultimi dati ufficiali sulle somme a disposizione – sarebbero in tutto 172 Comuni. Tra i quali 122 non hanno onorato la scadenza. Sono questi alcuni dei risultati del lavoro di ricerca realizzato per il progetto “Spendiamoli Insieme” della no profit messinese Parliament Watch Italia che pubblica tutte le informazioni rintracciate on web sul sito www.spendiamolinsieme.it.

Nella Sicilia orientale si muove bene Piedimonte Etneo (area metropolitana di Catania). Qui l’esito è stato pubblicato il 30 maggio, i fondi ammontano a 14.300,00 euro, i voti registrati sono stati 150 e il progetto vincitore è risultato quello di Vincenzo Finocchiaro che sotto il titolo “Riqualifichiamo San Gerardo”, prevede la valorizzazione della villetta adiacente alla piazza omonima. E sono veloci anche Santa Croce Camerina nel Ragusano dove l’esito per quest’anno arriva il 13 aprile e si spendono 13 mila euro la progettazione per il completamento della pista ciclabile, e Modica, sempre nel Consorzio di Comuni di Ragusa, dove con 985 votanti, esito del 7 marzo e fondi non indicati, si realizza la sostituzione della pavimentazione dell’impianto sportivo dell’Oratorio San Domenico Savio.

A far peggio sono Paternò e Castel di Iudica nel Catanese, Nissoria e Leonforte nell’Ennese, che dal 2016 a oggi non hanno mai attivato alcun iter per la democrazia partecipata. Ogni anno si sono persi circa 24 mila euro a Paternò, 18 mila a Castel di Iudica, 14 mila a Nissoria e 13 mila a Leonforte. D’altronde sempre nella Sicilia est ci sono alcuni Comuni che hanno fatto qualcosa giusto uno o due anni, per poi non fare più niente. Per esempio, su Chiaramonte Gulfi nel Ragusano c’è una sola notizia, ed è negativa: la stampa registra la perdita di quasi 17 mila euro di democrazia partecipata nel lontano 2016. Sempre nel 2016 San Cataldo nel Nisseno riesce a spendere i propri fondi, quasi 15 mila euro, poi torna a farsi sentire due anni dopo, con tanto di raccolta di progetti dei cittadini e votazioni per la selezione. Solo che qualcosa va storto. I fondi, che quell’anno erano di 7 mila e rotti, vengono restituiti alla Regione. E non ci sono altre notizie. Il 2017 è l’unico anno per il quale si hanno informazioni sulla democrazia partecipata a Vittoria nel Ragusano (che destina 38 mila euro a quattro progetti), Gagliano Castelferrato nell’Ennese (ma risulta una mancata spesa, per quasi 14 mila euro), Leni nel Messinese (che spende circa 11 mila euro). Nel 2018 si fa viva Piazza Armerina, nell’Ennese, che pubblica l’avviso ma restituisce i fondi, poco più di 7 mila euro. Per due anni, nel 2020 e nel 2021, Comiso, nel Ragusano, ha speso una media di 18/20 mila euro rispettivamente per sette e cinque progetti. Infine Pietraperzia nell’Ennese pubblica un avviso nel 2021 e non se ne sa più niente. Neanche a dirlo, tutti i Comuni citati non hanno adottato il regolamento sulla democrazia partecipata, anch’esso un obbligo di legge.

Niente regolamento anche a Mascalucia nel Catanese che non ha rispettato la scadenza del 30 giugno ma gli anni scorsi ha sempre attivato l’iter. Nel 2021 i suoi 13 mila euro li ha investiti per la “Borsa di Studio Partecipata”, sostegno economico allo studio, attraverso un sistema di premialità al fine di dare risposte agli effetti secondari che il Covid-19 ha provocato sulle famiglie, soprattutto ai giovani.

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