Deputati etnei a Roma, tra villaggi beduini e dissesto: ecco cosa hanno fatto

Raciti, Stancanelli e Sudano rappresentano Catania in Parlamento. Il sindaco Pogliese chiederà anche il loro aiuto per la difficile situazione della città

A un anno dal voto, dopo aver analizzato il lavoro e le presenze della folta truppa grillina a Montecitorio e a Palazzo Madama, Catania Today passa in rassegna anche il lavoro dei parlamentari etnei di centrodestra e centrosinista che, rispetto ai pentastellati, rappresentano una esigua minoranza.

Fausto Raciti del Pd alla Camera, Valeria Sudano del Pd e Raffale Stancanelli di FdI al Senato rappresentano gli etnei nelle due aule.

Per Raciti un'unica proposta di legge presentata come primo firmatario per il finanziamento ai partiti, in merito alla destinazione volontaria di una quota del quattro per mille dell'imposta sul reddito. Il deputato di origini acesi ha chiesto di "incrementare la quota che può essere destinata dai contribuenti ai partiti al fine di destinare a essi le risorse sufficienti a garantire la loro piena funzionalità e di scongiurare il rischio che, a fronte di risorse inadeguate, i partiti, per assicurare il loro funzionamento, si rivolgano a fonti sempre più cospicue di finanziamenti privati".

Per l'esponente dem, presente al 61 per cento delle votazioni, poi si contano 5 interrogazioni e 5 ordini del giorno. Svariati i temi affrontati dalla Siae, all'hotspot di Lampedusa sino alla demolizione di un villaggio beduino legato a un intervento di una ong italiana.

Poi sono stati affrontati dal deputato anche problemi più locali come i danni derivanti dal maltempo nel sud est siciliano e l'area di crisi di industriale di Gela.

La senatrice Sudano, che fa parte della commissione ambiente e di quella di inchiesta sulle mafie, ha presentato una interrogazione come prima firmataria sulle "disposizioni per il riconoscimento della condizione di regione insulare e per l'accesso della Sicilia ai relativi regimi derogatori comunitari". Diversi i disegni di legge che la vedono cofirmataria. Sugli atti ispettivi ha presentato come prima firmataria un'interrogazione sulle condizioni del carcere femminile di Bologna ed è stata presente all'80% delle votazioni.

L'ex primo cittadino di Catania Raffaele Stancanelli, tra i vari deputati, è quello che conosce più addentro la realtà del Comune. Tra i fondatori di #DiventeràBellissima il senatore, dopo la "svolta" centrista di Musumeci, si è legato ancor di più al progetto sovranista della Meloni e secondo le ultime indiscrezioni potrebbe tentare l'avventura in Europa candidandosi nella lista di FdI. Lista che sarebbe competitiva anche grazie all'apporto degli autonomisti lombardiani che stanno scegliendo uomini di peso da candidare dopo l'accordo raggiunto.

Stancanelli ha partecipato al 96,5% delle votazioni, è componente della commissione giustizia e di quella d'inchiesta sulle mafie. Non ha presentato come primo firmatario disegni di legge ed è cofirmatario di svariati altri disegni. Nell'unica interrogazione a risposta orale come primo firmatario, presentata al ministro dell'economia, il senatore si è occupato di Catania.

In particolare l'esponente di FdI ha ripercorso le tappe che hanno portato al dissesto partendo dall'approvazione, nel febbraio del 2013, da parte del civico consesso etneo del piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Poi l'emergere dei debiti e del disavanzo milionario di circa 1,6 milioni di euro sino alla resa che ha dovuto fare il sindaco Pogliese.

L'ex primo cittadino ha chiesto l'invio degli ispettori ministeriali per verificare e chiarire "se i responsabili politici e gestionali del comune di Catania nel quinquennio 2013/2018 abbiano effettivamente effettuato un corretto utilizzo delle risorse pubbliche e una gestione politico-amministrativa informata al principio costituzionale del buon andamento della pubblica amministrazione, alla luce della manifesta inefficienza nell'attuazione del piano di riequilibrio in correlazione all'attività di programmazione ordinaria e delle accertate elusioni delle normative contabili individuate dalla sezione controllo della Corte dei conti regionale e di quella a sezioni riunite, condotte già debitamente segnalate dai magistrati contabili alla procura".

Anche i deputati etnei di destra e sinistra dovranno, per dirla con Pogliese, "sporcarsi le mani per aiutare Catania" e potrebbe essere previsto un incontro nei prossimi giorni per delineare strategie e orizzonti.


 

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