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Differenze di salario tra uomo e donna, proposto un disegno di legge all'Ars

La deputata del Movimento Cinque Stelle all'Ars Jose Marano ha presentato un atto dal titolo “Introduzione di norme per l’eliminazione del divario retributivo di genere”, volto ad eliminare le discriminazioni nei posti di lavoro

La deputata del Movimento Cinque Stelle all'Ars Jose Marano ha presentato un disegno di legge dal titolo “Introduzione di norme per l’eliminazione del divario retributivo di genere”, volto ad eliminare le differenze salariali che ancora esistono tra uomini e donne nella Regione Siciliana, con l'obiettivo di realizzare la parità di genere nei contesti lavorativi. La data scelta per annunciare la presentazione del disegno di legge non è casuale: il 2 giugno del 1946 si verificò un fatto storico poiché, finalmente, per la prima volta anche le donne ebbero il diritto al voto nel referendum per la sceltra tra monarchia e repubblica.

“Il 2 giugno rappresenta una pietra miliare per la storia italiana ma anche per i diritti delle donne – spiega Marano – e per questa ragione ho inteso presentare, alla fine di un lungo percorso, un disegno di legge ora più che mai necessario per concretizzare la parità di genere all'interno dei contesti lavorativi. Il lavoro è libertà, è dignità, è indipendenza: proprio sul lavoro si fonda la nostra Repubblica e quindi è improrogabile difendere i diritti delle donne in questo campo”.

“Purtroppo ancora oggi - continua Marano - le donne, sul lavoro, devono ancora fare i conti con sfide, disparità e minacce: abusi e molestie, stipendi più bassi, minori opportunità di lavoro e di carriera.  A livello economico, l'indicatore relativo al divario retributivo globale tra donne e uomini registra un divario di genere pari a circa il 40% nell'Unione Europea. Il divario retributivo è il risultato di una vasta gamma di squilibri di genere presenti sul mercato del lavoro che vedono la donna ancora discriminata. Basti pensare che in Italia l'occupazione femminile è ferma al 49% mentre quella maschile si attesta al 68%, collocando l’Italia in penultima posizione tra i paesi dell’UE, con 10 punti di differenza rispetto alla media europea”.

“Così il ddl introduce importanti novità affidando un compito di vigilanza e di promozione alla Regione Siciliana  - illustra la deputata - volto a colmare il gap esistente anche con mirati interventi economici a supporto delle imprese. Si incentivano inoltre progetti di sensibilizzazione alla parità retributiva, azioni di orientamento e formazione, misure di sostegno agli Enti Locali ed alle imprese. Infine si introduce l'istituzione di un tavolo permanente di lavoro per monitorare, confrontare e promuovere i modelli organizzativi più innovativi in materia di parità salariale tra uomini e donne. Il percorso è ancora lungo ma dobbiamo, noi donne per prime, trovare libertà e indipendenza sul lavoro facendo terminare queste insopportabili discriminazioni”.

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