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Differenziata che arranca, Anastasi: "Coinvolgere i sei municipi nella comunicazione e formazione"

Il presidente della commissione Decentramento, conversando con i giornalisti, ha tratteggiato alcune soluzioni per migliorare la comunicazione in questa prima fase della raccolta porta a porta

Raccolta differenziata porta a porta: una scommessa necessaria avviata, però, in un momento estremamente difficile e complesso. L'emergenza rifiuti con le discariche sature e la mancata raccolta, lo sciopero dei lavoratori del settore, il "recupero" ad andamento lento dell'immondizia accatastata hanno generato l'esigenza impellente di partire subito con la differenziata nelle zone cittadine dove non era mai stata effettuata. I cittadini, così, sono rimasti disorientati e ancora il "meccanismo" differenziata - come nei quartieri di San Giovanni Galermo e San Giorgio ove è partito il porta a porta da qualche giorno - si deve rodare.

Il presidente della commissione Decentramento Sebastiano Anastasi ha snocciolato una serie di proposte che partono dall'assunto di coinvolgere di più il territorio attraverso l'apporto dei sei municipi. "La situazione è complessa e tutti debbono fare la propria parte - dice Anastasi -. E' giusto fare comunicazione con i volantini, con i social, con i comunicati ma il territorio e i cittadini debbono essere coinvolti attraverso i municipi che sono il cuore pulsante dei quartieri".

"Serve quindi organizzare incontri tematici di formazione - prosegue -, con dirigenti e rappresentenze delle aziende di igiene urbana, rivolti ai dipendenti e ai consiglieri. Così questi ultimi possono essere punto di riferimento per i cittadini e le varie sedi dei municipi possono anche ospitare iniziative di formazione ambientale aperte al pubblico".

"I sei municipi sono punti di riferimento e si potrebbe pensare - continua il consigliere - di dedicare un numero di telefono e uno sportello, attivo magari un giorno a settimana e con il supporto dell'azienda, per le domande e le segnalazioni sul porta a porta. Il municipio può essere quindi una base logistica di formazione, comunicazione ma anche un punto per la distribuzione dei kit e dei volantini. Ma occorre anche coinvolgere le scuole, le parrocchie, gli amministratori di condominio e tutto il consiglio comunale in questa sfida".

App e guardie ambientali

Anastasi, inoltre, aggiunge la necessità di implentare la comunicazione con la tecnologia: "Ci sono Comuni virtuosi che hanno utilizzato app dedicate alla differenziata e alla raccolta di criticità e segnalazioni. Dobbiamo dialogare con la città per far capire i benefici della differenziata che non deve essere avvertita come qualcosa di imposto e calato dall'alto: è importante coinvolgere tutti in un processo di responsabilità. Anche le videoconferenze possono aiutare in questo e, infine, credo che occorrano le guardie ambientali per poter monitorare il territorio e coadiuvare nell'informazione e nella repressione".

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