Domenica, 20 Giugno 2021
Politica

Discoteche e ripartenza, il confronto tra AssoIntrattenimento e la politica

Un vertice in III Commissione - Attività Produttive all’Assemblea Regionale Siciliana per fare il punto sulle riaperture delle discoteche e dei locali notturni di spettacolo e intrattenimento

Il vicepresidente di Assointrattenimento, l'etneo Gabriele D’Ambra, è stato audito questo mattina in III Commissione Attività Produttive all’Ars per discutere sulle possibili riaperture. "Dopo 14 mesi di chiusura, esclusa una piccola parentesi estiva durata appena un mese, ancora adesso non sappiamo se, quando e come riapriremo le nostre aziende", afferma il vicepresidente di Assointrattenimento.

"Da un lato - osserva D’Ambra - abbiamo la consapevolezza dell’esposizione fisiologica di ‘contatto e socialità’ nei nostri ambienti, dall’altro assistiamo in tutti luoghi di ritrovo italiani ad assembramenti incontrollati, di fatto permessi e autorizzati. Ad aprile dello scorso anno, Assointrattenimento aveva già promosso un protocollo con le linee guida sanitarie redatto da esperti affinché potesse essere consentita la ripartenza delle nostre attività, all’aperto e in totale sicurezza che, tuttavia, non sono risultate utili negli intenti. Le nostre aziende sono state massacrate economicamente da una chiusura forzata dilatata in un lasso di tempo molto esteso, ma non abbiamo perso le speranze. Nel mese di ottobre, infatti, animati da sentimenti positivi e intenti propositivi, abbiamo ottenuto un traguardo unico in Europa, e cioè la “Certificazione UNI delle Norme Anti Covid per le Discoteche ed i locali similari” per essere pronti e d’aiuto per una prossima riapertura", rassicura D’Ambra.

"In Sicilia, le discoteche e i locali di intrattenimento notturno sono diverse centinaia e decine di migliaia sono i lavoratori", rileva il vicepresidente. "Ci saremmo aspettati degli aiuti per cercare di resistere a questo disastro. Invece, la nostra classe politica ha deciso di escluderci dalla voce ‘spettacolo’ e collocarci in un fondo risibile da condividere con un altro settore che poco o nulla c’entra con noi. Allo spettacolo che evidentemente piace a chi legifera, sono stati destinati da maggio 2020 a oggi più di 22 milioni di euro a fondo perduto, oltre ad agevolazioni e sgravi mentre al nostro comparto è stato destinato con l’ultima Legge di Bilancio 1 milione di euro, da spartire con gli organizzatori di fiere ed eventi quali congressi e conferenze. Forse per qualcuno, e in particolare per le istituzioni, la discoteca è un luogo superfluo, qualcosa di cui si può fare a meno non considerando che, invero, si tratta di luoghi in cui vigono norme di igiene e sicurezza tra le più restrittive d’Europa. Le discoteche sono i luoghi in cui tutti quanti voi, i vostri figli e nipoti possono divertirsi in modo sicuro. Le discoteche come i locali notturni di intrattenimento - precisa D’Ambra - sono l’alternativa alle feste organizzate da gente senza scrupoli che mettono il profitto davanti la sicurezza di tutti. L’indotto lavorativo ed economico diretto e indiretto sulle nostre spalle è immenso. I nostri palchi decidono la musica che ascolterete tutto l’anno. I nostri bar influenzano ciò che tutti noi beviamo. Le nostre piste indicano la moda dei nostri giovani e meno giovani. La politica regionale e nazionale invece cos’hanno fatto?", domanda retoricamente il vicepresidente di Assointrattenimento.

Inoltre si paventa il timore che con la crisi possa ingenerarsi una situazione che "risulterà favorevole a chi comprerà le nostre attività per pochi spicci": £Quindi - conclude il vicepresidente di Assointrattenimento D’Ambra -, oltre a sottoporre all’assessore Girolamo Turano e alla III Commissione Attività Produttive la “Certificazione UNI delle Norme Anti Covid per le Discoteche ed i locali similari”, abbiamo chiesto l’inserimento della nostra categoria tra i beneficiari all’articolo 104 della Legge di Bilancio, ovvero del contributo a fondo perduto commisurato all’ammontare dei costi documentati nel 2020 per canoni di locazione ed utenze elettriche, telefoniche ed idriche, fino ad un importo massimo di 30.000  euro ad impresa".

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