Dissesto, l'ex consigliere Lanzafame: "Paghiamo subito i lavoratori"

In un lungo post su Facebook l'ex consigliere comunale Agatino Lanzafame, oggi fuori dal civico consesso, spiega la sua visione dei fatti sulle responsabilità del dissesto economico-finanziario e lancia un appello al governo nazionale

In un lungo post su Facebook l'ex consigliere comunale Agatino Lanzafame, oggi fuori dal civico consesso, spiega la sua visione dei fatti sulle responsabilità del dissesto economico-finanziario e lancia un appello al governo nazionale.

"Il dissesto del Comune di Catania è la conseguenza di una serie di comportamenti gravi adottati nel tempo da una serie di soggetti. Alcuni politici, innanzitutto, che hanno gestito male la cosa pubblica ed hanno sprecato denaro contraendo debiti per spese inutili. Alcuni dirigenti che con i loro atti e le loro omissioni hanno causato danni milionari (quante cause ha perso il Comune di Catania per atti sbagliati?) e debiti fuori bilancio. Alcuni dipendenti, che non fanno il proprio lavoro, ingolfano i procedimenti amministrativi e paralizzano l'attività del Comune, anche a scapito dei tanti colleghi bravi. Alcuni cittadini, che fanno i furbi e non pagano le tasse, mentre altri con fatica si spaccano la schiena e - nonostante le difficoltà - cercano di essere sempre in regola".

"Un mio amico saggio mi ha detto che il dissesto è come l'inquinamento: c'è chi versa fanghi tossici in mare; chi abbandona lastre di eternit in campagna; chi lascia le bottiglie di plastica in spiaggia; chi abbandona la spazzatura agli angoli delle strade. Ognuno, con diversi gradi di responsabilità, contribuisce al disastro ambientale".

"A tempo debito, e nei luoghi opportuni, sarà fatta chiarezza sulle responsabilità di ciascuno.Oggi, invece, credo che la Politica cittadina abbia un dovere: evitare che il dissesto si trasformi in una catastrofe sociale. Serve la liquidità per le spese urgenti - stipendi e servizi essenziali - ma soprattutto serve fare in modo che le imprese che hanno crediti nei confronti del Comune non falliscano (cosa inevitabile se i loro crediti saranno pagati parzialmente) e che il lavoro sia retribuito".

"Per questo motivo, credo sia necessario attivare ogni interlocuzione con il governo per far si che i debiti che il Comune ha con imprese e lavoratori autonomi - specie con le cooperative di lavoratori - che hanno prestato la loro attività per il Comune siano liquidate per intero (e tempestivamente) al pari dei crediti da lavoro dipendente. Il dissesto sia l'occasione per smettere di trattare in maniera uguale cose che uguali non sono: un conto sono i debiti che il Comune ha per interessi su prestiti bancari, affitti e risarcimenti (tanti soldi nei confronti di pochi) che possono essere oggetto di transazioni e dilazioni; un conto sono i debiti verso il mondo del lavoro che, se non onorati, possono aggravare la crisi economica e sociale della città".

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