Dissesto, lo scontro Lega - 5 Stelle rischia di nuocere a Catania

Nel consiglio dei ministri si discuterà del decreto crescita che contiene il cosiddetto salva Roma ma anche misure per i comuni in dissesto e pre dissesto. Ore di attesa per capire se andrà in porto l'approvazione delle misure

L'alta tensione, a livello nazionale, tra la Lega e il Movimento Cinque Stelle rischia di travolgere un provvedimento importante per il Comune di Catania. Infatti, a seguito dell'interlocuzione tra il sindaco Pogliese, il vice Bonaccorsi e il vice ministro all'Economia Laura Castelli, si era raggiunta un'intesa per permettere agli enti locali in crisi l'attuazione di misure per ricominciare a respirare.

Il doppio incontro tra il vice ministro, il sindaco di Catania e altri amministratori locali, era servito per spianare la strada a una serie di ipotesi per dare una mano concreta agli enti in dissesto e in pre dissesto.

Le misure previste dal governo dovrebberi essere discusse oggi in consiglio dei ministri ma le scintille tra Salvini e Di Maio, al momento, non promettono nulla di buono. Il leader leghista ha attaccato il cosiddetto "salva Roma". Quest'ultima è l'operazione annunciata dai pentastellati per limitare il debito del Comune di Roma. Ma, come rivedicano i grillini, non c'è soltanto Roma a beneficiare degli aiuti ma anche gli altri enti locali in crisi. Questi ultimi, però, sarebbero aiutati in una seconda fase e dopo la capitale che ha sul groppone milioni e milioni di debiti e poi, in un secondo momento, tutti gli altri comuni.

Il leader leghista però vorrebbe un accordo immediato e chiaro già oggi per tutti i comuni altrimenti ha minacciato di non votare il salva Roma e, inoltre, dalle parti del carroccio dicono che, in caso di accordo, la misura per la capitale non sarà inserita nel decreto, ma sarà aggiunta in sede di conversione assieme alle norme per gli altri enti locali.

I comuni in Italia che hanno avviato le procedure di riequilibrio sono oltre 300 e Catania, con il suo debito di 1,6 miliardi, è una delle città più grandi a trovarsi in dissesto. Dopo un primo tentativo del sindaco di correre ai ripari, specie per quanto riguarda la bassa capacità di riscossione delle imposte comunali, con l'introduzione della tari in bolletta adesso sembrava che il percorso fosse ben incalantato.

Tanto che dopo l'ultimo incontro il vice sindaco Roberto Bonaccorsi aveva evidenziato "la grande attenzione del governo" ma anche "l'urgenza richiesta da Catania per l'attuazione delle misure proposte".

Urgenza che si scontra con le tensioni pre elettorali tra i due partiti di governo e gli attacchi di Salvini contro il "salva Roma".

Oggi all'ordine del giorno, in consiglio dei ministri, ci sarà il decreto crescita che contiene anche le misure per i comuni e c'è grande attesa anche a Catania.

Il viceministro Castelli ha rassicurato con un post su Facebook: "Voglio rassicurare nuovamente il collega Matteo Salvini, non c’è nessun salva Roma, dalla lettura della norma si comprende che così viene chiusa l’operazione voluta dal Governo Berlusconi nel 2008, con un considerevole risparmio per lo Stato e per i cittadini. Non c’è sempre bisogno di un nemico, perché in questo caso non c’è un nemico. I comuni vanno salvati tutti, perché così si salvano i servizi ai cittadini, l’ho detto anche nei giorni scorsi e lo confermo. Stiamo facendo un ottimo lavoro, da quando siamo al Governo, con norme puntuali e specifiche, con il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali. I problemi delle amministrazioni sono diverse, e le soluzioni da adottare sono differenti. Purtroppo abbiamo trovato solo macerie, da cui è necessario ricostruire".


"Noi lavoriamo per rimetterli tutti in piedi, dal più grande al più piccolo, ognuno con la sua cura, perché ognuno ha una malattia diversa. A questo si può reagire solo rimboccarsi le maniche, con il dialogo e la comprensione. È un lavoro, puntuale, che stiamo facendo anche assieme al sottosegretario all’Interno, Stefano Candiani", ha concluso la Castelli.

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Non resta che attendere l'esito dell'infuocato consiglio dei ministri per capire se saranno approvate anche norme utili per Catania.

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