Lunedì, 17 Maggio 2021
Politica

Elezioni amministrative a Giarre, il dopo Bonaccorsi diventa la resa dei conti del Partito Democratico

Democratici spaccati a metà e il centrodestra compatto. Elezione utilizzata come laboratorio per gli equilibri politici del PD. Possibile "sorpresa a 5 stelle"

La cittadina ionica andrà al voto il 5 giugno prima del previsto. Dopo le dimissioni di qualche mese fa dell'ex sindaco Roberto Bonaccorsi arrivate dopo diversi cambi di casacca di chi era stato eletto nel Popolo delle Libertà ed era passato con Articolo 4, la formazione che l'anno scorso è entrata a far parte del Partito Democratico, ha constatato che la sua maggioranza non esisteva più. Si sarebbe votato nel 2018 se non si fosse dimesso.

Elezioni amministrative di domenica 5 giugno 2016: i comuni etnei al voto?

A sinistra divisi per equilibri e autonomia. Il Partito Democratico è spaccato a metà con due anime, una quella della base giarrese capitanata da Salvo Vitale che è sostenuto dalle liste civiche Democratici per Giarre, Giarre nel cuore e Progetto per Giarre. Dall'altra parte la consigliera Tania Spitaleri sostenuta dai big del Partito Democratico del nuovo corso, Luca Sammartino, Valeria Sudano, Raffaele Pippo Nicotra e Gianfranco Vullo. La Spitaleri è sostenuta da Sicilia Futura, Proposta popolare, Giarre 2.0, Il megafono e Il quadrifoglio.

Il centro destra è unito e dalle primarie è uscito il nome di Angelo D'Anna che sarà sostenuto da tre liste civiche: Insieme per il bene comune, Giarre evviva, idee per cambiare e Città viva.

In questo quadro si inserisce il Movimento 5 Stelle con Francesco Candido che sarà sostenuto dalla sola lista a cinquestelle, i grillini come noto non fanno alleanze.

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