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Elezioni, chiuse le liste del Pd: fuori l'area Cgil e Barbagallo

Isolata, quando non ad azzerata del tutto, la sinistra del partito, rappresentata dall'area Cgil di Concetta Raia, Luisa Albanella ed Angelo Villari. Fuori anche la corrente di Anthony Barbagallo

Matteo Renzi l'ha bollata come "un'esperienza devastante" e, in effetti, chi ha assistito alla chiusura delle liste per le elezioni nazionali, racconta di un risiko molto teso, fatto di tensione e colpi di mano. Una riunione fiume, finita alle 4 di questa mattina, al termine della quale il vicesegretario nazionale del Partito democratico ha letto in diretta streaming i nomi di tutti i candidati alla Camera e al Senato, nei seggi plurinominali e uninominali. E, a saltare fuori, come primo dato politico della scelta fatta dal Nazareno, è prima di tutto l'estromissione dell'area che fa riferimento, a livello nazionale, al ministro della Giustizia Andrea Orlando. Una mossa che, a Catania, ha portato ad isolare, quando non ad azzerare del tutto, la sinistra del partito, rappresentata dall'area Cgil di Concetta Raia, Luisa Albanella ed Angelo Villari. Per non parlare delle porte sbarrate ad un altro pezzo importante del partito etneo, quello che fa riferimento al deputato regionale Anthony Barbagallo. 

I nomi dei candidati siciliani

Ed è così che nella prima area della Sicilia orientale, il collegio plurinominale "Sicilia 2 Catania - Acireale" viene posizionato come capolista "paracadutato" il presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, a cui fanno seguito il presidente del Consiglio comunale di Catania Francesca Raciti, il deputato Giuseppe Berretta e Francesca Ricotta. Per quanto riguarda il colleggio che comprende Paternò, Avola, Ragusa e Siracusa, il primo posto spetta all'attuale segretario regionale Fausto Raciti mentre, lo scettro come capolista al Senato viene consegnato nelle mani di Valeria Sudano. A lei spetta anche un posto all'uninominale al Senato nel collegio di Catania, mentre i posti all'uninomale della Camera vanno a Luca Sammartino (Misterbianco), e Francesca Raciti (Acireale). Sull'uninominale al Senato infine troviamo anche l'attuale sindaco di Militello Giovanni Burtone.  

L'amarezza del segretario provinciale

Ad esprimere sin da subito "un po' di amarezza" per la decisione del Nazareno, è il segretario provinciale di Catania Enzo Napoli. "Sono dispiaciuto per il fatto che le nomine dei capilista non tengano conto delle ipotesi che erano state ventilate di Concetta Raia e di Giuseppe Berretta - spiega Napoli a CataniaToday - ma anche per l'esclusione dell'area di Anthony Barbagallo". "Avrei lavorato per un equilibrio diverso - confessa il segretario - pur esprimendo soddisfazione per le attuali candidature, dico che si poteva ragionare un po' meglio e dare spazio a chi rappresenta un pezzo consistente del Pd siciliano".  

L'attacco di Jacopo Torrisi

Ad attaccare duramente, sulla propria pagina Facebook, è Jacopo Torrisi, vicesegretario provinciale di Catania che parla chiaramente di dubbi sulla volontà di voler rinnovare la tessera. "E fu così che il PD nazionale ha definitivamente estromesso ogni esponente della sinistra dalle sue liste in Sicilia - scrive Torrisi - Nessuno. Nessun uomo o donna di sinistra messo in posizione utile. Mortificati anche parlamentari uscenti. Peccato. Consola la candidatura come capolista a Catania di Paolo Gentiloni conosciutissimo esponente etneo che da una vita porta avanti le istanze di questo territorio. Tutto questo - conclude - nel solito, assordante, silenzio di un partito etneo che da due anni pieni é in stato di coma farmacologico. In questo pietoso stato di cose non avrebbe alcun senso rinnovare la mia tessera". 

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