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Elezioni comunali 2023

Il centrodestra e la "quadra" che non arriva per il candidato sindaco a Catania

Il clima resta infuocato e l'incertezza regna ancora sovrana, ma i prossimi due giorni potrebbero essere decisivi per trovare l'intesa. Da più parti si è sentito parlare di coesione, unità di intenti e convergenza necessaria, ma nella realtà la "quadra" sembra essere abbastanza distante dall'essere raggiunta

"A.A.A candidato sindaco di centrodestra cercasi". La città di Catania attende di conoscere il nome scelto dalla coalizione di centrodestra per concorrere al ruolo di sindaco del capoluogo etneo, ma i tempi non sembrano ancora essere maturi. Il confronto tra le parti politiche coinvolte prosegue ormai da settimane e non sono mancate le polemiche e le frecciatine a colpi di comunicati stampa. Da più parti si è sentito parlare di coesione, unità di intenti e convergenza necessaria, ma nella realtà la "quadra" sembra essere abbastanza distante dall'essere raggiunta. I prossimi due giorni, comunque, dovrebbero essere fondamentali per avere delle risposte definitive. Tutti, infatti, vogliono salire sul carro dei vincitori e in tal senso continuano le trattative, tra tira e molla ormai divenuti stucchevoli e inappropriati. La città ha bisogno di interventi massicci per rialzarsi, il tempo stringe.

Ricapitolando. Valeria Sudano (in quota Lega) prima e Pippo Arcidiacono (FdI) poi hanno già annunciato la candidatura, affiggendo anche molti manifesti pubblicitari per le vie della città, infiammando il braccio di ferro per decidere chi sarà alla fine il candidato unitario. Ma l'intesa sarà realmente raggiunta? Alla partita partecipa attivamente anche MpA che ha più volte attaccato la Lega, chiedendo il ritiro della candidatura di Sudano. Da qui i botta e risposta di cui si faceva cenno prima. Forza Italia assiste alla querelle. Mercoledì giornata determinante, forse quella giusta per capire se il centrodestra scenderà in campo unito, oppure no, alla corsa per arrivare a Palazzo degli Elefanti. 

"Catania è l'unica città siciliana al voto in cui abbiamo proposto la candidatura di un nostro esponente - ha dichiarato Fabio Cantarella, segretario provinciale a Catania della Lega, ultimo in ordine di tempo a parlare della questione - e questo perché riteniamo di aver messo a disposizione della coalizione e della città una figura, come quella di Valeria Sudano, di altissimo profilo, esperta e competente oltre che innamorata di Catania, che non è pronta a ritirarsi".

"A differenza di quanto voglia far intendere qualcuno di scarsa memoria - aggiunge - per noi la scelta dei candidati non è mai una questione di poltrone ma di valori e programmi. Lo dimostra la storia recentissima, quando durante la precedente amministrazione comunale la poltrona l'abbiamo lasciata allorché non abbiamo più condiviso il metodo. Peccato che non lo abbia fatto, chi oggi, mostrando scarsa memoria, decise di non fare altrettanto pur essendo con noi federato".

Restano in piedi anche le soluzioni Manlio Messina, Sergio Parisi e Raffaele Stancanelli. Giorgia Meloni osserva con attenzione la situazione da Roma: Catania ha, infatti, rappresentato un avamposto del suo partito alle elezioni nazionali e per questo fino alla fine si tenterà di convergere su un nome che rappresenti FdI per il ruolo di sindaco. "Senza una valida soluzione su Catania, e stante il mancato rispetto delle intese già prese ad opera di altri, mercoledì la Lega non sarà presente al tavolo del centrodestra. Unità e responsabilità devono appartenere a tutti", tuona in una nota Annalisa Tardino, europarlamentare e commissario della Lega Sicilia per Salvini Premier. L'intesa sarà trovata? Clima infuocato. Riunioni fiume e incontri di mediazione ci diranno di più nelle prossime ore.

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