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Elezioni comunali, i candidati sindaco e i nuovi giochi delle alleanze

La nuova legge elettorale per i Comuni, le recenti regionali e la situazione politica nazionale hanno cambiato le carte in tavola e, a pochi mesi dalle elezioni, i candidati a Catania potrebbero non essere così certi. Ecco chi sono e come potrebbero comportarsi

Dicembre volge quasi alla sua metà ma, da parte delle diverse parti politiche che si accingono ad affrontare l'ormai prossimo appuntamento elettorale, tutto sembra tacere. Mentre nelle altre città d'Italia dove in estate i cittadini saranno chiamati alle urne per rinnovare i propri consigli comunali e, dunque, il proprio sindaco, a Catania le segreterie dei partiti - reduci dalla recente campagna regionale - sembrano più concentrate sull'appuntamento nazionale che sulla formazione di candidature forti per Palazzo degli Elefanti. Certi che, nonostante il quadro politico restituito dal nuovo esecutivo di Palermo, quello del parlamento romano sarà un passaggio fondamentale per ridisegnare i rapporti di forza anche alle falde dell'Etna.

La situazione nel centro-sinistra

Quel che sembra ormai certo è che, nonostante si vociferasse di una possibile candidatura dell'ex Articolo4 Valeria Sudano - soprattutto dopo il clamoroso risultato del compagno di cordata Luca Sammartino, campione di preferenze alle ultime regionali - il Partito democratico e i suoi alleati puntano sulla rielezione del sindaco uscente, Enzo Bianco. La riproposizione dell'ex ministro dell'Interno, già primo cittadino negli anni Novanta potrebbe essere stata decisa in base ad un ragionamento più ampio, che affonda le sue radici nello scenario nazionale. Se, come pare, il Pd avrà la possibilità di prendere un solo seggio o, al massimo due, con il nuovo sistema maggioritario, Sammartino - forte del suo immenso bacino elettorale, che lo rende di fatto il maggiorente del suo partito - potrebbe scegliere di mettere al sicuro Sudano, garantendole un posto a Roma e stoppando le sue velleità cittadine. In tal modo, di fronte a un centro-sinistra debole tutti potrebbero "chiudersi" sul primo cittadino uscente. 

La novità della legge elettorale comunale e il ruolo dei consiglieri

Con la nuova legge elettorale per i Comuni, i candidati al Consiglio questa sta volta avranno un peso determinante rispetto al passato. Perchè? Il nuovo dettato normativo, oltre a fissare lo sbarramento del 5% alle liste, ha ripristinato il cosiddetto "effetto trascinamento", secondo il quale il voto dato ai candidati consiglieri confluisce automaticamente anche al candidato sindaco, e il premio di maggioranza. In tal modo, qualsiasi candidato sindaco avrà la tentazione di fare più liste possibili con il suo nome, cercando di canalizzare l'attenzione elettorale su sé stesso. Oltre a questo, l'altro effetto automatico sarà quello di creare nei candidati consiglieri un'incertezza tale per la quale, in sostanza, chi non sceglie in modo netto il candidato forte rischia seriamente di restare fuori dal civico consesso. Una situazione che, recentemente, è venuta a verificarsi a Misterbianco dove nonostante le differenti posizioni politiche, anche membri dell'ex opposizione alla vecchia giunta, hanno supportato la candidatura di Antonio Di Guardo, riconfermando, mentre chi non lo appoggiava è rimasto fuori. A rendere più agguerrita la corsa, infine, vi è la nuova composizione del Consiglio che, da quest'anno, vedrà ridotto di 10 unità il numero dei consiglieri, passando da 45 a 35. 

Il centro-destra e l'incertezza

Nel centro-destra, nonostante la recente vittoria alle elezioni regionali, ancora oggi tutto tace. Il nome forte che era trapelato in questi mesi, quello del segretario regionale di Forza Italia Salvo Pogliese, potrebbe infatti non essere così sicuro anche perché, nonostante le diverse dichiarazioni pubbliche, lui stesso non ha mai confermato quest'opzione. Dando spazio ad altre voci sui possibili passi in avanti del senatore azzurro Vicenzo Gibiino e del presidente della camera penale Enrico Trantino. Nonostante il passato in Alleanza nazionale e l'attuale ruolo di coordinamento in Forza Italia, la candidatura di Pogliese potrebbe essere stata indebolita dalle sue scelte a livello regionale. E' infatti noto che durante l'ultima campagna elettorale Pogliese abbia appoggiato in parte l'attuale assessore regionale Marco Falcone, di Mirabella Imbaccari, ma soprattutto abbia confluito grossa parte dei suoi voti su Alfio Papale, candidato di Belpasso. Lasciando a bocca asciutta il campione di preferenze a Catania, primo dei non eletti, Dario Daidone. Su Pogliese inoltre potrebbe abbattersi lo spettro dell'incandidabilità, secondo la nuova legge Severino, visto il recente rinvio a giudizio nel maggio del 2017 per peculato, all'interno del procedimento sulle cosiddette "spese pazze" all'Assemblea Regionale Siciliana.

La lista civica di Arcidiacono e la Sinistra del Pd

Sembrerebbe ormai del tutto accantonata l'idea di una possibile lista civica che metta insieme alcune figure trasversali come quella dell'attuale presidente vicario del Consiglio comunale Sebastiano Arcidiacono, volto storico della sinistra cattolica catanese, quella del professore di Economia Maurizio Caserta, di Niccolò Notarbartolo e di Matteo Iannitti di Catania Bene Comune. Tra i quattro era iniziato un dialogo prima delle elezioni regionali, in forza di una comune opposizione all'attività governativa di Enzo Bianco.

Dopo il risultato ottenuto nella provincia dall'esperienza dei Cento passi per la Sicilia, le componenti di sinistra sarebbero però interessate a continuare in questa direzione, anche oltre le attuali divisioni nazionali tra Liberi e Uguali e Potere al Popolo, presentandosi unite a livello comunale. A Sebastiano Arcidiacono rimarrebbe insomma l'onere di formare un'esperienza civica che comprenda anche Caserta o, piuttosto, ricollocarsi nel centro-destra. Quest'ultima opzione sembrerebbe però infondata visto che, come conferma lo stesso Arcidiacono a CataniaToday,"la direzione intrapresa insieme a Caserta è confermata". "Sulla città - spiega in conclusione il presidente vicario del Consiglio comunale - abbiamo un ragionamento comune che va oltre i partiti ma certamente dialoga con loro". 

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