Elezioni, i candidati catanesi di LeU presentano i temi del programma

Le donne e gli uomini di Liberi e Uguali di Catania hanno parlato del proprio programma elettorale, incontrando i sostenitori nella sede di via Umberto

"La mia, la nostra candidatura, è una candidatura di servizio e cosa potrebbe essere una candidatura se non al servizio di una visione di rigenerazione civile della società, di un progetto progressista e quel progetto si chiama Liberi e Uguali" ha esordito così Leo Micali, candidato Senato uninominale di Acireale, durante l'incontro tenutosi ieri presso la sede di Catania di Liberi e Uguali, nel quale i candidati hanno condiviso con i partecipanti i temi del programma.

Si tratta di un primato tutto siciliano ed è la naturale continuazione dell'esperienza dei Cento passi che ha davvero riunito e riorganizzato tutte le forze progressiste della società, questo primato non deve essere disperso e dopo il 5 marzo il nostro impegno sono convinto possa far ricongiungere tutte le forze che adesso non hanno lavorato insieme. Liberi e Uguali ha un garante e non un padrone - continua Micali - o un capo, si adopera per la spersonalizzazione della politica per dimenticare il panorama desolante dei partiti liquidi con la base esclusivamente elettorale. Vogliamo un consenso partecipato nel questo Paese in cui la politica è inquinata dall'emergenza di una questione morale. La nostra storia è una storia di legalità e onestà, di serietà e competenza e questo progetto si è consolidato in un programma serio che tratteggia il disegno di una società in cui la conoscenza è un bene e una risorsa collettiva,  in cui la sostenibilità ambientale assume un ruolo che informa tutta la strategia di sviluppo".

Un progetto, che finalmente "mette al centro delle politiche sociali ed economiche l'essere umano - spiega Ambra Monterosso, candidata al Senato collegio di Catania-, basta con i numeri, vogliamo sapere come stanno le famiglie con due mamme, due papà, una mamma e un papà, come stanno le persone sole, per queste persone lo Stato deve approntare dei programmi di tutela: lavoro a tempo indeterminato, superamento della precarietà sul lavoro, la sanità deve guardare a tutti coloro che vivono nel nostro territorio come persone, quindi garantire ai bambini che sono nati qui, che si sentono appartenere al nostro territorio, la cittadinanza italiana, garantire i diritti civili, le unioni  civili e difenderle, esprimere la propria completezza di essere umano. Una vita felice".

Pilastro fondante del progetto politico è istruzione, in tutte le sue forme e lo ha ben spiegato Marisa Barcellona candidata camera proporzionale, "Questo obiettivo di mettere al centro della proposta politica va considerato come un utile per scardinare il prototipo delle disuguaglianze,  dobbiamo tornare a immaginare l'istruzione come il diritto principe grazie al quale è possibile l'accesso ad un lavoro qualificato e ben retribuito. Parlare di istruzione significa di cultura - aggiunge la Barcellona -  significa parlare di futuro, parlare di Costituzione significa parlare di progressione fiscale. 

La cultura è l'unico strumento che consente rispetto sociale e umano, il canale per la comprensione culturale del diverso. Ed  è necessaria una scuola che parta dalla riesumazione della comunità educante, quindi attraverso un rapporto di osmotica fiducia tra la scuola e la famiglia, serve il recupero della figura del docente e della sua autorevolezza attraverso un abbattimento del precariato e una corretta retribuzione. E che si possa garantire una ricerca sganciata dal mercato, dalla mercificazione contingente, pubblica che solo lo Stato può intestarsi e può garantire, investendo sulla ricerca. Assicurando, così, il diritto dei diritti che è la conoscenza, perché solo attraverso la conoscenza il cittadino è degno di essere tale  e consapevole di essere tale, prendendo coscienza e consapevolezza, solo così non sarà mai più manipolabile e non sarà più possibile educarlo all'assenso acritico".  

Un programma politico che garantisce equità e uguaglianza anche sull'ambito lavorativo, "dieci anni di recessioni ci hanno consegnato un Paese più povero e diseguale - afferma Mary Chiaramonte candidata uninominale Camera Catania 2 -. Il nostro piano prevede degli investimenti pubblici che non sia diretto alle grandi opere - continua la Chiaramonte - ma progetti che possano garantire sicurezza al territorio, nelle scuole, sulle strade, e sicurezza nelle ferrovie e negli edifici pubblici. Catania e il Meridione sono in grave rischio sismico quindi occorre puntare sulla sicurezza e riqualificazione delle abitazioni", e sui diritti dei lavoratori ha aggiunto "Occorre puntare su una piena occupazione che deve andare a pari passo con la dignità e i diritti dei lavoratori, la nostra proposta quindi è quella di riconsiderare il contratto a tempo indeterminato con il ripristino dell'articolo 18 come il contratto prevalente  prevedendo solo delle deroghe se opportunamente motivate. Annullare inoltre il divario salariale tra uomo e donna e introdurre delle misure in difesa della maternità perché una donna non può deve essere posta nell'alternativa tra lavorare o avere un figlio, i diritti vanno riconosciuti alla donna e infine sancito il principio per cui che nessuna forma di prestazione può essere in forma gratuita o sottopagata rispetto a quanto previsto nei contratti nazionali".

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Il programma di Liberi e Uguali prevede anche una attenzione sul tema fiscale, "Vogliamo garantire un fisco più giusto e la distribuzione equa del carico fiscale - spiega Matilde Riccioli candidata uninominale Camera Acireale - alleggerendo la base imponibile dell'Irpef portando alla riduzione dell'aliquota al primo scaglione, per concentrare gli sgravi soprattutto sui redditi bassi e medi, ecco perché proponiamo l'aumento degli scaglioni: da 5 a 7. Il nostro obiettivo è quello di favorire i redditi medio bassi e far pagare chi guadagna di più, garantendo inoltre un assegno familiare ed estendendolo anche ai lavoratori autonomi sulla proporzionato al reddito sulla base dei parametri Isee".

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