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Elezioni, le proposte dei volontari per i candidati Sindaco

Particolarmente sentita risulta la proposta sul riordino del Servizio di Protezione Civile tra strutture, personale e volontari per una piena operatività nella gestione degli scenari di rischio

In vista delle imminenti elezioni, previste per il prossimo 10 giugno 2018, che decideranno le sorti amministrative del comune di Catania, la rete afferente al Coordinamento Catanese di Volontariato (C.C.V.) sottopone ai candidati un quadro di proposte fondamentali per la gestione del territorio, atte ad affrontare disagi e bisogni relativi al settore del welfare nell’area metropolitana del catanese. Le principali tematiche sono state delineate durante la riunione di confronto e dibattito interna alle reti, svoltasi con il titolo di “Il Volontariato e il futuro della Città di Catania” lo scorso giovedì 12 aprile dalle 17.30, nella sala Talia dell’hotel RH Mercure di Piazza Giovanni Verga.

Contando sulla fattiva collaborazione di tutti i rappresentanti delle oltre venti associazioni intervenute, l’assemblea ha condiviso in particolare alcune linee d’indirizzo che vedono il volontariato pronto non solo ad accompagnare e supportare l’amministrazione nell’affrontare le molteplici criticità poste nel settore del welfare, ma anche a mettere a disposizione le proprie competenze professionali ed esperienze maturate sul campo in anni e anni di diretto contatto con le periferie esistenziali del territorio ed i suoi più lampanti bisogni, purché questo venga supportato, sul piano del metodo, da un reciproco scambio di ascolto e collaborazione che consenta di portare avanti davvero efficacemente le variegate prassi operative.

In primo luogo, il CCV ritiene necessaria l’individuazione di un referente all’interno dell’ufficio di Gabinetto del Comune di Catania che svolga il compito di supporto alle Associazioni, per la presentazione delle pratiche relative alla progettazione sociale, e di raccordo tra l’amministrazione e le associazioni stesse. Un’attenzione di particolare rilevanza è rivolta alla proposta di definizione della procedure di affidamento delle strutture comunali ristrutturate prima della consegna dei lavori al fine di evitare la “vandalizzazione” dei beni, ma non solo; la rete propone anche l’inserimento all’interno del regolamento comunale per l’utilizzazione dei beni immobili di proprietà comunale l’affidamento gratuito alle Associazioni che svolgono una concreta attività sociale gratuita a servizio della città, valorizzando così il lavoro volontario (lg 266 del 91); Sul piano sanitario, le associazioni afferenti al CCV raccomandano la piena applicazione dell’articolo 50 del Testo unico degli enti locali (TUEL) del D.Lgs. n. 267/2000, relativo alle competenze del sindaco legate alle attività sanitarie.

Particolarmente sentita risulta altresì la proposta sul riordino del Servizio di Protezione Civile tra strutture, personale e volontari per una piena operatività, competenza e sensibilizzazione nella gestione degli scenari di rischio. Pensare allo sviluppo della città per i suoi prossimi anni non può prescindere dalla cura delle basi del suo futuro: i minori. Per questo il CCV propone applicazione del tempo pieno nelle scuole primarie e secondaria attraverso il coinvolgimento degli attori sociali del territorio, al fine di avviare percorsi di educazione civica e cultura per intensificare l’armonizzazione tra sistemi educativi forniti da scuola, famiglie, associazioni e istituzioni.

Altro piano strategico rilevato dalla rete del volontariato riguarda il fenomeno migratorio, che interessa e interesserà il territorio inevitabilmente nei prossimi anni. In questo senso, il CCV propone l’attivazione di politiche per l’integrazione, l’inclusione e la convivenza di senza fissa dimora e degli extracomunitari attraverso il coinvolgimento diretto delle Associazioni di Volontariato, nonché la ridefinizione dal basso delle politiche di contrasto alle povertà, con particolare attenzione a quella culturale. Ultimo, non per importanza minore ma piuttosto per la palpabile indifferenza troppo spesso riscontrata nel passato, il tema della disabilità, per il quale il CCV propone la definizione dei processi di attivazione dei Progetti individuali per le persone disabili, come da articolo 14 della Legge 328 del 2000, attraverso il coinvolgimento delle Associazioni di Volontariato, che oltre al supporto nell’esecuzione del piano individualizzato si farebbe carico della promozione di questo importante sostegno alle famiglie.

Rispetto alle linee indicate, le reti delle associazioni del CCV richiedono un confronto con la futura amministrazione, che nonostante evidenti lacune gravissime sul piano del welfare, può trovare nel volontariato ragione di speranza, risorsa e sviluppo.

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