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Elezioni, Liberi e Uguali Catania a gamba tesa contro i paracadutati da Roma

Un documento di fuoco quello prodotto dal gruppo di Liberi e Uguali di Catania che, in poche righe, boccia il metodo dei paracadutati dopo l'imposizione da Roma della candidatura di Guglielmo Epifani

Un documento di fuoco quello prodotto dal gruppo di Liberi e Uguali di Catania che, in poche righe, boccia il metodo dei paracadutati dopo l'imposizione da Roma della candidatura di Guglielmo Epifani come capolista nel collegio di Catania. La riunione si conclude inoltre con due mosse importanti rispetto alla candidatura uninominale: prima di tutto quella del consigliere comunale Niccolò Notarbartolo, che dopo essere stato indicato dai tre partiti del territorio ha spiegato: "Visto che l'asse si sta spostando dai territori al livello nazionale, ritengo che in quei tavoli il mio nome non sia neanche preso in considerazione". "Se io esisto politicamente - spiega Notarbatolo a CataniaToday - è sul territorio catanese, quindi ringrazio chi ha pensato che potessi essere una buona candidatura romana ma è meglio non proseguire oltre". A fare un passo indietro sono inoltre l'ex segretario provinciale di Sinistra Italiana Salvo Grasso e Danilo Festa, consigliere comunale di Motta Sant'Anastasia, espressione dell'area civatiana di Possibile.

All'incontro hanno partecipato i coordinatori di Possibile, Leo Micali, quello di Sinistra Italiana Marcello Failla ma non quello di Mdp Paolino Mangano, e tra gli altri, sono intervenuti Marisa Barcellona e Vittorio Bertone. Quest'ultimo, intervistato dalla nostra testata, ha spiegato: "Oggi è stata una prova di grande democrazia, un gruppo persone pur di parlare si è autofinanziato e ha pagato una sala di tasca sua. Quella di oggi non era un riunione volta a rompere la comunità politica ma, al contrario, a rafforzarla ma, purtroppo, Liberi e Uguali paga tutti i deficit di una lista elettorale e non di un partito". "L'attuale legge elettorale, nella sua non democrazia, avrebbe imposto una scelta piu coraggiosa piuttosto che garantista nei confronti del ceto politico - ha aggiunto inoltre Bertone - anche perché l'assemblea di Liberi e Uguali aveva messo in campo una rosa di nomi che resta ancora validissima". Anche Massimo Malerba ha criticato in toto la legge elettorale, fonte secondo lui, di "tutti i problemi sulle liste". 

Il documento dell'assemblea

"Noi aderenti a LeU di Catania esprimiamo la nostra contrarietà alla proposta di capolista dei tre collegi della Sicilia orientale, a prescindere dalla figura stimata, e dalla lunga e qualificata storia sindacale, di Guglielmo Epifani - scrivono i rappresentanti nel documento - Riteniamo che per dare forza al progetto ed al programma di reale cambiamento di LeU, occorra intrecciare le esigenze dei soggetti promotori della lista con le energie che nelle realtà locali sono espressione di battaglie sociali, di vertenze e di radicamento territoriale". 

"Un grande progetto politico come LeU - concludono - non può fare a meno di forti rappresentanti del territorio che rendano immediatamente percepibile agli elettori, un programma che vuole dare voce ai temi del lavoro, dell'ambiente e alle altre battaglie sociali. Auspichiamo che questo nostro dissenso trovi riscontro nella definizione della lista".

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