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Elezioni regionali 2022

Giuseppe Conte "scalda" Catania: "Noi contro tutti, puntiamo ad una nostra proposta di governo per la Sicilia"

Il leader del Movimento 5 Stelle ha fatto tappa ieri sera a Catania per incontrare i cittadini ed i suoi candidati in piazza Palestro. "Per la Sicilia puntiamo ad una nostra proposta di governo - ha detto Conte, rispondendo ai cronisti che lo incalzavano chiedendogli un commento sulle regionali - tutti gli altri sono nostri competirors"

Dopo un'intensa mattinata passata nella sua Puglia, il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha fatto tappa ieri sera a Catania per incontrare i cittadini ed i suoi candidati in piazza Palestro. Non c'era il pubblico delle grandi occasioni: circa cinquecento persone sotto il palco, qualche curioso ai lati del Fortino. Tante le famiglie. Alcuni bambini distribuivano volantini elettorali, quasi per gioco, ai passanti. Meno di due minuti dedicati ai giornalisti. "Per la Sicilia puntiamo ad una nostra proposta di governo - ha detto Conte, rispondendo ai cronisti che lo incalzavano chiedendogli un commento sulle regionali - tutti gli altri sono nostri competirors". Una frase secca che ribadisce il no all'alleanza con il Pd, naufragata nel peggiore dei modi ad agosto. Gande ottimismo sul consenso alle urne. "Facciamo ancora un bagno di calore - ha aggiunto - che ci rigenera e ci da’ forza politica per rilanciare il nostro programma, i nostri obiettivi. Si sente un’onda lunga che cresce, siamo fiduciosi”.

Il suo discorso alla folla inizia con una rivendicazione. "Abbiamo realizzato l’80 per cento del programma elettorale  con cui ci siamo presentati nel 2018 alle politiche. Ci avevano detto che erano promesse al vento, ma le abbiamo mantenute quasi tutte”. Conte ha poi toccato i temi caldi di questa campagna, che ripete ancora una volta nella piazza etnea. Veto assoluto sugli inceneritori, ricordando che "Calenda vorrebbe costruirne una decina in Italia, ma non sui suoi terreni". Nessun dietrofront sul reddito di cittadinanza, "che alcuni politici con uno stipendio da 500 euro al giorno, come la Meloni, vorrebbero abolire". "Siamo in concorrenza nell’acquistare il gas - ha detto riferendosi poi al caro energia - e di consegenza stiamo facendo salire il prezzo. Avete sentito il Governo che è andato a piazzarsi a Bruxelles per una strategia comune? E' un mondo sottosopra. Ma non abbiamo paura di andare contro tutti. Quando non lo faremo vorrà dire che stiamo sbagliando qualcosa". "Il terzo polo - ha concluso, con un ultimo attacco diretto ai suoi avversari - è sempre quello di Renzi.Calenda si è prestato a riportarlo in Parlamento”.

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