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Domenica, 2 Ottobre 2022
Elezioni regionali 2022

La preside candidata con la Lega: "Non ho mai fatto politica a scuola e continuerò a non farla"

"Avevano tutti la maglietta della scuola - spiega la professoressa Brigida Morsellino, che è la dirigente dell'istituto "Duca degli Abruzzi" - perchè sono venuti dopo la fine delle lezioni. Erano tutti maggiorenni e liberi. E non erano del Nautico, ma dell'Accademy, un corso post diploma"

"Una ventina di studenti curiosi che ha deciso di starmi vicina, su 500 che frentano l'Its Accademy, ha deciso, liberamente e volontariamente, di seguire l'intervento di Matteo Salvini a Catania. Sono 40 anni che sono nel mondo della scuola e non avrei mai fatto la 'bestialità'' di costringere qualcuno, perchè sarebbe stata una 'bestialità'. Non ho mai fatto politica a scuola, e continuerò a non farla". Così Brigida Morsellino all'Ansa, candidata della Lega alla Regione Siciliana, sulla presenza, a una manifestazione elettorale con il leader della Lega alle Ciminiere, tre giorni fa, di alcuni allievi del corso post diploma dell'Istituto tecnico superiore del capoluogo etneo.

"Avevano tutti la maglietta della scuola - spiega la professoressa, che è la dirigente dell'istituto "Duca degli Abruzzi" - perchè sono venuti dopo la fine delle lezioni. Erano tutti maggiorenni e liberi. E non erano del Nautico, ma dell'Accademy, un corso post diploma, a cui sono iscritti studenti da tutta Italia, la stragrande maggioranza dei quali non vota in Sicilia e quindi non può votarmi. Siamo in un Paese democratico? E' consentita in Italia un'adesione spontanea, volontaria e libera a una manifestazione pubblica? Se sì, allora non capisco certe polemiche strumentali. Ma sono pronta a valutare le opportune iniziative con il mio avvocato". Sulla vicenda Unione popolare ha chiesto "una ispezione ministeriale immediata per verificare questi comportamenti". "Non possiamo non notare come la dirigente Brigida Morsellino sia il prototipo del preside manager che considera la scuola una propria impresa e non una istituzione pubblica", ha dichiarato in una nota Luca Gangemi.

Anche i sindacati sul piede di guerra. In una nota congiunta, la Cgil e la Flc Cgil di Catania scrivono: "Ci chiediamo se non venga leso il diritto allo studio che prevede una formazione scolastica etica e laica che poco ha a che vedere con la  propaganda”. 

“È vero che si tratta di studenti oramai maggiorenni, o di minorenni accompagnati dai genitori, e che di certo non saranno stati usati metodi coercitivi, ma appare evidente che la posizione subalterna e probabilmente influenzabile dei giovani, non sia certo un ingrediente da ignorare - continua la nota - Aggiungiamo che questa valutazione possa valere anche per il probabile coinvolgimento dei docenti all’iniziativa, sebbene si tratti, almeno in quel caso, di cittadini adulti e pienamente in grado di assumersi le proprie responsabilità. Aderendo al “Controllo popolare antimafia” insieme ad altre associazioni, nei giorni scorsi abbiamo voluto lanciare un appello sulla necessità di vigilare su comportamenti elettorali illegali o anche poco consoni, come appare quello tenuto dalla preside in seguito segnalato dalla stampa. Ci chiediamo dunque se dietro questo comportamento ci sia una sottovalutazione del proprio ruolo, che deve imporsi equo e super partes anche al di fuori  delle aule, o un semplice e freddo calcolo elettorale”.

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