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Domenica, 2 Ottobre 2022
Politica Riposto

Riposto, Davide Vasta inaugura con De Luca il comitato elettorale "Sicilia Vera - Sud chiama Nord"

L’inaugurazione del comitato è stata l’occasione per ricordare le priorità e l’approccio politico ai problemi mai risolti della Sicilia. Vasta ribadisce che "l’agenda deve essere pianificata in base a strategie mirate al bene dei siciliani e non a supporto degli interessi di partito che fanno della regione terra di conquista"

Ha fatto tappa al civico 135 di Corso Italia a Riposto il pandino giallorosso, simbolo della campagna elettorale di Davide Vasta, candidato all'Ars e alla Camera dei deputati. E' stato inaugurato il comitato ‘Giarre - Riposto Sicilia Vera - Sud chiama Nord’, luogo di incontro con i cittadini e di ascolto delle istanze del territorio per condividere con tutti l’unico obiettivo possibile: trasformare le urgenze della collettività in risposte concrete.

Era presente anche Cateno De Luca, arrivato a Riposto per l'occasione. “Avevamo previsto che il quadro politico esistente sarebbe imploso. La nostra - dice De Luca - è una crociata fatta da uomini e donne liberi, come Davide Vasta. Persone che vivono del loro lavoro e che non cercano di fare politica per interesse ma per dare una spallata popolare alla vecchia classe dirigente”.

Il progetto ‘Sicilia Vera - Sud chiama Nord’ è stato protagonista della serata. I principi autonomistici e federativi per attuare un concreto patto di solidarietà tra Sud e Nord, attraverso politiche nazionali ed europee finalizzate ad eliminare le disuguaglianze tra il meridione ed il resto d’Europa, sono il nucleo della linea politica condivisa da Davide Vasta, candidato all’Ars nella lista De Luca Sindaco di Sicilia e alla Camera dei deputati nella lista De Luca Sindaco d’Italia. “Ringrazio Cateno De Luca per l’opportunità e la fiducia e sono onorato - interviene Vasta - di contribuire alla realizzazione del progetto che vede la nostra amata Sicilia di nuovo libera ed autonoma”. L’inaugurazione del comitato è stata l’occasione per ricordare le priorità e l’approccio politico ai problemi mai risolti della Sicilia. Vasta  ribadisce che "l’agenda deve essere pianificata in base a strategie mirate al bene dei siciliani e non a supporto degli interessi di partito che fanno della regione terra di conquista". Il piano strategico, redatto dall’imprenditore ripostese, 41 anni, comprende undici punti su temi non più rinviabili: potenziamento delle infrastrutture, pianificazione sistemica dello sviluppo turistico, completamento e riconversione delle incompiute, incremento dei servizi sanitari, salvaguardia e gestione delle risorse naturali. Su quest’ultimo punto programmatico, in particolare, Vasta propone di affidare la competenza ai sindaci, amministratori che hanno ben chiari gli interventi utili alla valorizzazione e alla fruizione, nell’ottica della tutela e della promozione. Preservare il territorio, attirare i turisti e, allo stesso tempo, risvegliare la curiosità dei cittadini che, se all’estero basta poco a farli entusiasmare, nelle proprie città rimangono indifferenti davanti al patrimonio ambientale, artistico e culturale dal valore unico.

“Con l’abolizione delle province, le riserve naturali sono passate sotto la giurisdizione delle città metropolitane. Questo scambio di competenze ha comportato un graduale declino di alcune aree del nostro territorio, come ad esempio la Riserva Naturale del Fiume Fiumefreddo, in quanto gli attuali enti gestori non riescono ad occuparsene, per mancanza di tempo o perché troppo lontane dagli occhi di chi dovrebbe prendersene cura. Tutto questo - dice Vasta - a discapito dei cittadini e dei turisti che non possono godere a pieno del nostro patrimonio naturalistico. Siamo convinti che i comuni potrebbero, al contrario, gestire e sfruttare al massimo le potenzialità di questi luoghi, in quanto avrebbero più interesse a valorizzare il loro territorio ed a risolvere – conclude Vasta - in maniera più tempestiva eventuali problemi che potrebbero insorgere con il tempo”. Un altro ambito dove si registrano grandi lacune amministrative e dove occorre intervenire al più presto è la gestione delle situazioni che, anche se improvvise, non rientrano più nelle casistiche di eventi imprevedibili e che dunque non possono essere affrontati puntualmente con azioni di emergenza. I comuni devono essere pronti ed avere gli strumenti per garantire l’incolumità pubblica e il decoro cittadino, senza lungaggini burocratiche ed interventi tampone che rappresentano un danno per le casse comunali e non sono risolutivi.

“Da diversi anni, assistiamo alle conseguenze indotte dai cambiamenti climatici. Il nostro territorio è spesso colpito da siccità ed ondate di calore estreme ma anche da trombe d’aria ed intensi nubifragi che creano non pochi danni alla popolazione e agli agricoltori. Ai disagi provocati da eventi atmosferici anomali, si sono aggiunti con più frequenza - ricorda Vasta - anche quelli provocati dalle piogge di cenere vulcanica, che nel 2021 hanno causato diversi incidenti stradali e messo in grande difficoltà i comuni del comprensorio jonico-etneo, che si sono ritrovati da soli e senza fondi a dover fronteggiare una situazione di emergenza straordinaria e le problematiche legate alla cenere vulcanica, dai rischi per la salute dei cittadini ai problemi di viabilità”. In altre parti del mondo, la cenere vulcanica avrebbe di sicuro rappresentato una risorsa e non una zavorra. Grazie alle sue proprietà di isolamento termico può essere utilizzata nelle lavorazioni edili, ed è soltanto un esempio. In Sicilia invece non si riesce a mettere in economia nulla e, anziché rappresentare un’opportunità, la cenere vulcanica ancora oggi è un costo enorme, ovviamente a carico dei contribuenti.

“Nonostante questo fenomeno si ripeta ormai sempre più spesso, si continua ad agire sempre in emergenza, anziché avere delle strategie ed una pianificazione degli interventi da attuare nei momenti di crisi. Inoltre, risultiamo ancora sprovvisti di qualsiasi attrezzatura moderna per la raccolta della cenere vulcanica. Questa disorganizzazione - commenta Vasta - non ci permette di reagire tempestivamente e si traduce in lunghe attese per i cittadini che devono convivere col disservizio per diversi mesi prima che si intervenga. Per questo motivo, proponiamo l’istituzione di un pronto intervento crisi per gestire in maniera sistematica ed efficiente questo tipo di emergenza e una formazione del personale mirata all'uso di macchinari per la raccolta di cenere vulcanica”. Davide Vasta proseguirà la visita, a bordo della Panda giallorossa, dei comuni della provincia di Catania per raccogliere le istanze dei cittadini e illustrare il programma politico di ‘De Luca Sindaco di Sicilia – Sud chiama Nord’ e ‘De Luca Sindaco d’Italia – Sud chiama Nord’.

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