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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Politica

Presidenza della Regione: M5S smentisce Giarrusso e Barbagallo (Pd) vuole le primarie

Il gran valzer delle candidature per le prossime regionali vede un "giro" molto particolare che spacca il Movimento cinque stelle tra i sostenitori della ex Iena e chi invece boccia il passo in avanti. Intanto il segretario dem Barbagallo invoca un percorso di concertazione

Da uno dei suoi salotti tv preferiti l'eurodeputato Dino Giarrusso ha lanciato la sua "pazza idea": concorrere alle prossime regionali da candidato presidente. Non si sa se quella della ex Iena sia stata una boutade per vedere "l'effetto Giarrusso" o un modo per sparigliare le carte ma pare che la mossa non sia stata concordata né con Conte né con lo stato maggiore pentastellato. Infatti a stretto giro è arrivata una secca smentita dal parte del Movimento con una nota che non lascia spazio ad equivoci: Giarrusso non è il candidato unitario dei pentastellati ma la sua uscita è derubricata a una "iniziativa personale".

"In merito alle dichiarazioni dell'europarlamentare Dino Giarrusso che si è dichiarato disponibile a candidarsi alla presidenza della Regione Siciliana, durante la trasmissione L'Aria che tira, su La7, si chiarisce che si tratta di un'iniziativa assolutamente personale non concordata con i vertici del Movimento. Non sono ancora decise le modalità delle candidature e qualsiasi anticipazione in questo senso risulta fuori luogo", recita così la nota dei pentastellati. 

Se da una parte arrivano le precisazioni dall'altra vi sono anche i supporter di Giarrusso che esultano. Come l'attuale consigliera comunale di Catania Lidia Adorno - già candidata a sindaco - che ha manifestato il suo appoggio all'ex Iena: "L'anno inizia con una buona notizia. L'abbiamo appresa in Tv pochi minuti fa: la disponibilità di Dino Giarrusso  a candidarsi a Presidente della Regione Siciliana.  La Sicilia ha bisogno di persone libere e competenti e il M5S da' ancora una volta prova di non sottrarsi al confronto e alle sfide proveniente da altre forze politiche. La partecipazione dal basso, la democrazia diretta sono da sempre il nostro faro, a cui tendere e ispirarsi, il MoVimento in cui sempre ho creduto.  Non abbiamo nulla da temere, siamo ben rappresentati e possiamo raccogliere a viso aperto il guanto lanciato da altri.  Ce la possiamo fare e ce la faremo!  Che la parola torni nelle mani dei cittadini. Io sono pronta!".

Giarrusso rappresenta un'area vasta del Movimento, molto legata a Conte ma con forti accenti sulle "origini" dei pentastellati. Area che è entrata spesso in rotta di collisione con alcuni big storici come Giancarlo Cancelleri e la mossa dell'eurodeputato potrebbe rappresentare un "detonatore" per i già delicati equilibri del Movimento che in Sicilia ha perso diversi deputati regionali - transitati nella componente di Attiva Sicilia - nonché diversi parlamentari. Non a caso a Catania vi sono tanti big che hanno abbandonato il Movimento, basti pensare a Simona Suriano (espulsa per la mancata fiducia a Draghi), a Tiziana Drago (approdata in FdI), a Mario Giarrusso (adesso vicino a ItalExit).

Il Pd che cerca di orchestrare una candidatura unitaria e autorevole per contrastare il centrodestra adesso sta alla finestra. Nel valzer dei candidati ci sono Claudio Fava, già da tempo, e Dino Giarrusso. Altri nomi emergeranno ma Anthony Barbagallo, contattato da Catania Today, ripete il suo mantra delle primarie: "Abbiamo preso atto delle ultime notizie arrivate ma attendiamo l'ufficializzazione del Movimento Cinque Stelle. Con l'adesione poi del Movimento Cinque Stelle possiamo pensare alle primarie: il Pd è la casa naturale del confronto e quindi delle primarie di coalizione per esprimere il miglior candidato. Occorre che formalmente il M5S dia questa disponibilità".

Probabilmente i giri di valzer, in attesa delle primarie che si potrebbero tenere a primavera, saranno ancora diversi e con svariati interpreti. 

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