Elezioni sindaco, confronto a cinque su Antenna Sicilia

Non sembravano neanche candidati alla poltrona di Sindaco di Catania. "Ingessati" e "bloccati" dentro quel minuto, concesso a ciascun candidato per rispondere alle domande di una "severa" Michela Giuffrida

Non sembravano neanche candidati alla poltrona di Sindaco di Catania. "Ingessati" e "bloccati" dentro quel minuto, concesso a ciascun candidato per rispondere alle domande di una "severa" Michela Giuffrida. "Contrappunto, voci fuori dal coro” non ha lasciato spazio al confronto tra Raffaele Stancanelli, Enzo Bianco, Maurizio Caserta, Matteo Iannitti e Tuccio D'Urso. Una diretta - che poi diretta non era perchè registrata alle ore 15 - sulla falsa riga dell'intervista doppia delle "Iene" con la grafica che ricordava vagamente "Ballarò".

In questo clima i 6 aspiranti sindaci hanno risposto. Assente "giustificata" dal suo partito, Lidia Adorno del M5s. Per ogni domanda, hanno risposto rigorosamente in ordine: Tuccio D'Urso, poi Enzo Bianco, Matteo Iannitti, Raffaele Stancanelli e infine Maurizio Caserta.

A voler studiare gli atteggiamenti, Stancanelli è apparso come un fiume in piena "bloccato": aveva tante cose da dire sulle cose fatte, ma quel minuto non bastava mai. Enzo Bianco, eccessivamente calmo, accennava qualche sorriso quando parlavano gli altri. Maurizio Caserta ha mantenuto la diplomazia che lo contraddistingue. Il compito di attaccare - nei limiti del possibile, vista la rigidità del confronto - è stato lasciato a Matteo Iannitti e Tuccio d'Urso.

La prima domande riguardava l'economia, ovvero, crisi e debito comunale. D'Urso accenna a opere in project financing, Iannitti pensa a una commissione per vigilare sul debito e non pagare la parte ritenuta illegittima. Bianco parla di "sacrifici per i catanesi ancora per un po', ma sul fronte economico ci vuole un rilancio per far diminuire la pressione fiscale. Stancanelli sostiene di aver dimezzato il debito pubblico e salvato Catania dal dissesto finanziario. Caserta auspica attenzione per i giovani.

Tema più discusso che, nei giorni prima del "dibattito" aveva riscaldato gli animi dei candidati sindaci - due in particolare - è stato quello relativo al nuovo stadio a Librino. Bianco dice che è giusto realizzarlo a Librino in accordo con l'amministrazione comunale. "E' necessario trasferire il Massimino fuori dalla città, da un quartiere centrale come Cibali. La legge, già approvata da un ramo del Parlamento, potrà essere richiesta con la somma urgenza". Per il sindaco si tratta solo di propaganda elettorale, "perchè da due anni questa amministrazione porta avanti un dialogo con il presidente Pulvirenti e con il club: il luogo di realizzazione è stato individuato in accordo con i tecnici comunali addetti all'urbanistica inserendo l'area nel Prg".

In un eventuale ballottaggio D'Urso chiama in causa Iannitti. Bianco: "Temo, in base al sentire della città, che dovrò confrontarmi con il sindaco uscente, spero in termini leali e corretti". Iannitti: "Siamo stati da troppo tempo fuori dal palazzo, non posso accettare l'alleanza con D'Urso o con Bianco, l'unica nostra contrapposizione potrà essere solo con Stancanelli". Stancanelli: "Vorrei vincere al primo turno, ma stando al gioco, per me l'uno vale l'altro". Caserta:"Il nostro interlocutore preferito proviene dalla politica, non fa differenza se di destra o di sinistra, se dovessimo uscire dai giochi appoggeremo che ci convincerà di più in base ai programmi".

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E per chiudere una "richiesta" di voto da ciascun candidato ai telespettatori di Antenna Sicilia. Iannitti punta sulla legalità e sull'antimafia. D'Urso punta tutto sulla sua immagine ripulita dal percorso giudiziario dopo la vicenda dei parcheggi. Bianco punta al sentimentalismo ricordando una lettera scritta da una ragazza precaria. Stancanelli ripercorre la sua attività e sottolinea il fatto che davanti alla scelta tra la politica romana e quella cittadina lui ha preferito Catania. Caserta guarda al futuro.

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