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Ciminiere, Bersani: "Occorre un partito riformista, non un leader"

"Dopo Berlusconi, Grillo, Ingroia e Monti cosa c'è?" aggiunge il segretario del PD, nel corso del suo intervento. Poi rilancia la ricetta per uscire dalla crisi: "Moralità e lavoro"

Sbarca alle Ciminiere il segretario PD, Pierluigi Bersani, che in vista del rush finale per le elezioni nazionali ritorna nel territorio etneo. “Vado meno in tv? Per forza, non ho il tempo, sto girando per dire a tutti forza, possiamo farcela” dichiara nelle prime battute.

Subito dopo, rivendica con orgoglio le primarie e le parlamentarie fatte dal partito, aggiungendo: “ la nostra arma atomica sta nella partecipazione, nella gente”. Attacca duramente il populismo e la demagogia figlia di questa campagna elettorale: non risparmia nessuno.

Per primo Grillo: “Ha promesso 1000 euro a tutti. Perché non ne prometteva 2000”. Poi riprende duramente gli altri candidati: “Monti e Berlusconi hanno promesso 30 miliardi in meno di tasse in un solo giorno. Ma con le favole non usciamo dalla crisi”.

Continua nella ricerca delle cause della crisi. La risposta sembra essere una, legata alla ventata ideologica di destra: “La crisi deriva dalla diseguaglianza. L’Europa doveva diventare una cooperativa – ha aggiunto – invece la finanza continua ad accumulare ricchezza, che viene meno al welfare e ai salari”.

La vera sfida politica in Italia sembra essere una secondo Bersani. L’idea che “L’Italia è una sola” è l’oggetto di questa campagna elettorale portata avanti dal Partito Democratico. “Non possiamo ancora andare avanti col leghismo per altri 10 anni” conclude il segretario.

Altra parola chiave rivendicata è stata quella della sobrietà della politica: “Un parlamentare non deve guadagnare più di un sindaco”. Sulle battaglie da portare avanti, invece, occorre irrigidire i criteri normativi secondo il segretario PD: “norme contro corruzione, falso in blilancio e autoriciclaggio”.

In merito alla sanità e alla scuola chiare le idee espresse: "Il mercato - ha tuonato Bersani - non può comandare il sistema sanitario e scolastico, le due più grandi strutture sociali". L'unica ricetta per uscire dalla crisi? "Moralità e lavoro".

Parla anche di rinnovamento Bersani: "Abbiamo modificato i 2/3 del gruppo parlamentare, stiamo attingendo dalla nuova generazione, in parlamento proponiamo il 40% di donne". Sul voto di protesta, invece, precisa: "Capisco la rabbia degli italiani, ma occorre trasformarla in proposte concrete di governo".

Secco il rifiuto del berlusconismo, che secondo il segretario del PD ha generato una politica fondata sulla corrente del leaderismo: "Dopo Grillo, Ingroia, Berlusconi, Monti cosa c'è? Dopo Bersani c'è il più grande partito popolare e riformista d'Italia".

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