Regione Sicilia, spese "riservate" di Lombardo: è polemica tra i candidati

In Sicilia divampa la polemica sulle spese riservate del governatore Raffaele Lombardo: dai 200 mila euro previsti in bilancio alla fine la spesa è stata di 500 mila euro. Fava, Musumeci e Miccichè commentano

In Sicilia divampa la polemica sulle spese riservate del governatore Raffaele Lombardo. Decine e decine di contributi, elargiti in alcuni casi "ad personam", che hanno fatto lievitare il budget nel 2011 del 150%: dai 200 mila euro previsti in bilancio alla fine la spesa è stata di 500 mila euro. Tra le spese "ad personam",  fondi erogati a sacerdoti, familiari di vittime della mafia e imprenditori vessati dal racket delle estorsioni.

Diecimila euro sono stati assegnati l'anno scorso al Comitato "Salviamo Giampilieri", la frazione di Messina devastata dall'alluvione di tre anni fa, e altrettanti all'associazione "Recupero celebrolesi" di Grammichele e all'ente di formazione Ciofs-Fp Sicilia di Catania, sempre nel 2011. Oltre 70 mila euro sono stati assegnati quest'anno al comune di Termini Imerese, come contributo per gli operai della Fiat.

Claudio Fava, candidato governatore per Sel, Idv e Federazione della sinistra, parla di ''pratiche clientelari''. Due anni fa la spesa sui fondi riservati era stata di 240 mila euro, 300 mila euro nel 2009 mentre per il 2012 sono stati stanziati in bilancio 200 mila euro. Per i fondi riservati non è prevista la rendicontazione secondo le ordinarie procedure contabili in quanto si tratta di spese iscritte in capitoli di bilancio di finanza pubblica, tuttavia queste risorse possono essere utilizzate soltanto per finalità istituzionali.

''E' vero che nel 2011, la spesa è passata da una previsione iniziale di 200 mila a 500 mila euro - ammette la Presidenza - ma questo anche a causa di una crisi sistemica che ha colpito prima di tutto e più duramente di tutti le fasce più deboli''. Poi precisa che ''l'intero elenco dei beneficiari è pubblico, a disposizione di chiunque lo voglia consultare'' e che ''l'accesso ai fondi è stato disciplinato da rigidissimi criteri di rigore e trasparenza'', col vaglio anche delle forze dell'ordine. Precisazioni che non bastano a placare le polemiche.

Per Fava ''si tratta della più clamorosa ammissione della concezione privatistica e clientelare del potere, che si serve dell'elargizione discrezionale e dello sfruttamento dello stato di bisogno dei più diseredati''. E incalza: ''E' da questo sistema, che rende sempre più schiavi i bisognosi e che impingua gli amici, che bisogna liberare la Sicilia''.

Per Nello Musumeci, candidato alla presidenza per Pdl e Pid, ''la Regione deve essere una casa di vetro'' e assicura che nel caso in cui sarà lui a vincere le elezioni ''non ci saranno fondi nella disponibilità del presidente utilizzabili senza rendicontazione, perché i cittadini hanno il diritto di sapere come viene speso ogni singolo euro''.

Operazione trasparenza garantita anche da Gianfranco Miccichè, anche lui candidato a governatore e alleato dello stesso Lombardo. ''Da presidente della Regione siciliana - afferma - farò esattamente quello che ho fatto quando ho ricoperto l'incarico di presidente dell'Assemblea regionale: rendicontare tutti i fondi a disposizione del presidente, fino all'ultimo centesimo''.

 

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