Lo strano caso del consigliere Porto: prima con Micari, poi lo scarica

La nota con cui, questa mattina, Alessandro Porto ha ufficialmente scaricato il candidato presidente del Partito Democratico è una clamorosa marcia indietro

I cartelloni erano già pieni del suo volto con sotto la scritta "Fabrizio Micari presidente" e sulla sua pagina Facebook le immagini parlano chiaro: la nota con cui, questa mattina, Alessandro Porto ha ufficialmente scaricato il candidato presindente del Partito Democratico è una clamorosa marcia indietro. Una vera e propria lettera d'addio, quella arrivata alle redazioni poco prima delle 11, con la quale il consigliere capogruppo di Con Bianco per Catania, braccio destro e strenuo difensore della giunta guidata da Enzo Bianco, sembra riabbracciare il progetto dell'UDC che a livello regionale sostiene Nello Musumeci.

“La crisi del progetto Micari mi impone una seria riflessione”, scrive Alessandro porto, sigmatizzando "quanto sta accadendo all’interno della coalizione di centrosinistra, che sembra voler affossare l’area centrista e la proposta civica di Orlando e della sua lista “Arcipelago Sicilia”. “Registro una crisi profonda nel "progetto Micari” - afferma Porto - e la dimostrazione evidente di questo è l’inconsistenza della lista Arcipelago-lista del Presidente che doveva essere il luogo intorno al quale si sarebbero dovute raccogliere le energie del civismo attraverso l’impegno dei sindaci. Invece - prosegue - quello che sembrava il campo largo nel quale fare confluire i movimenti e i progetti impregnati di civismo e senza simboli partitici, è diventato un campo ristretto".

"La candidatura di Fabrizio Micari non ha raccolto il consenso e ha messo in crisi l’area centrista. Il risultato - sottolinea - è che stiamo assistendo alla dissoluzione dell’area popolare. Quello che rimane è il Partito Democratico, l’esperienza Crocetta e l’isolato Micari, che in questo modo diventa la foglia di fico di questa confusione. Troppa per non riflettere - continua. Io, onestamente, faccio grande fatica a stare dentro questa proposta politica affatto adeguata ai principi del civismo, ala mia storia e al mio impegno politico. Io sono un moderato: mi sono candidato in lista civica con Bianco come uomo dell’UDC perché l’UDC scelse di appoggiare Bianco. Oggi, alla luce di tutto questo, trovo difficile trovare una soluzione dentro questo schema politico e devo decidere se accantonare una prospettiva che ho condiviso con i miei tanti amici per quasi 5 anni, e che raccoglie consenso ed entusiasmo, o se rintracciare un’alternativa, una soluzione che abbia maggiore affinità con la mia storia politica. Su questo rifletterò nelle prossime ore”.

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