Musumeci ad Acireale entra nel vivo della campagna: "Voglio solo liste pulite"

Il candidato presidente arriva nel Comune costiero e affonda i colpi contro Rosario Crocetta. Riguardo ai dubbi avuti a Catania su alcuni candidati afferma: "I partiti si assumono le proprie responsabilità"

La folla è sicuramente quella delle grandi occasioni. Ad Acireale, vicino piazza Indirizzo, sono numerosi i supporters del presidente della commissione Antimafia dell'Ars, Nello Musumeci, oggi candidato unico del centro-destra alle elezioni regionali. Un comitato cittadino che lo supporta l'ha invitato per muovere proprio dal Comune etneo i primi passi di questa lunga e presumibilmente calda campagna elettorale. Sono tanti i temi da affrontare e, se da un lato il territorio appare quasi spianato da un magro risultato ottenuto dall'amministrazione di Rosario Crocetta, dall'altro la coalizione non è più quella del 61 a zero dell'era berlusconiana. Perduto il mordente del Cavaliere, molte sono state infatti - in questi ultimi anni - le anime che hanno frammentato la destra siciliana. Come dimostra del resto il recente impasse imposto dall'ormai ex ras di Forza Italia siciliana, Gianfranco Micciché. 

Le interviste a Nello Musumeci, Marco Falcone e Salvo pogliese - VIDEO

I big di Forza Italia e gli altri partiti

Ma, a bufera placata, insieme ai cronisti e ai futuri elettori ad attendere ieri il candidato presidente c'erano anche i leader locali delle altre formazioni che lo sostengono, tra i quali spiccano il parlamentare regionale Marco Falcone - tra i più accaniti sostenitori di Musumeci, anche all'interno del proprio partito - e l'eurodeputato, ex vicepresidente dimissionario dell'Ars, Salvo Pogliese. Entrambi di Forza Italia. Per entrambi, intervistati da CataniaToday, quella di Musumeci "è la migliore delle candidature possibili". Nella ressa è inoltre possibile scorgere il volto dei consiglieri comunali catanesi di Fratelli d'Italia Manlio Messina e Carmelo Nicotra che, dopo essere di recente passato all'interno della formazione di Giorgia Meloni, ambisce ora al ruolo di deputato regionale.

Le mancate primarie del centro-destra

L'arrivo di Musumeci è sicuramente quello di una figura dall'aplomb istituzionale - forse un po' troppo, come gli rimproverano alcuni - ma dopo qualche sorriso e stretta di mano, il deputato entra subito nel vivo dei temi, sparando a zero sull'esperienza dell'esecutivo ancora in carica, e parlando, prima di tutto, delle "mancate" primarie del centro-destra. "Penso che il centro-destra debba senza dubbio introdurre il criterio delle primarie ad ogni livello - afferma Musumeci - I candidati non possono più passare da criteri interni alle logiche dei partiti che spesso premiano non il migliore, ma il più fedele. Del resto - aggiunge con una piccola critica nei confronti dei suoi alleati - noi avevamo proposto questo strumento per consentire ai cittadini di scegliere liberamente e di sfuggire alle oligarchie dei dirigenti di partito". "Se regolamentate - aggiunge - le primarie potrebbero consentire un sistema di partecipazione dal basso che purtroppo il centro-destra ha voluto escludere". 

L'apertura agli elettori di sinistra

Strizzando l'occhio o, forse, sarebbe meglio dire tendendo la mano verso gli storici "rivali" politici, Musumeci supera gli schieramenti proponendosi come candidato anche di tutti i siciliani che "hanno sempre votato a sinistra". "Alla fine in me ha prevalso il senso di repsonsabilità e ho accettato l'invito del mio movimento - chiarisce il deputato regionale -  Anche se oggi non vorrei essere solo il candidato del centro-destra, ma anche quello di centinaia di migliaia di siciliani che hanno votato in passato per la Sinistra e che adesso si vergognano del tradimento subìto da un mistificatore come Crocetta". La sciabolata di Musumeci non si ferma al vertice del governo palermitano, ma colpisce anche il Partito Democratico, colpevole secondo lui di aver "consentito la mistificazione crocettiana in cambio di briciole e di un sottogoverno assolutamente inconfessabile". "Raccoglieremo le macerie di quest'esperienza - conclude - e cambieremo questa regione con persone perbene, incensurate e competenti". 

Le liste pulite e i problemi a Catania

Proprio sul tema della "presentabilità" dei candidati, infine, intervistato da CataniaToday il candidato risponde: "Abbiamo problemi più seri, quello delle liste non è un tema che mi appassiona, c'è un gruppo che se ne sta occupando. Quello che ho detto chiaramente ai partiti che corrono con noi e, in primis, al mio movimento è che voglio liste pulite. Ogni forza politica si assumerà la propria responsabilità". E, chiudendo con una battuta sulle presunte "frizioni" avute con alcuni nomi della politica catanese, oggi candidati a sostegno della sua presidenza ma in passato segnalati proprio da lui, come presidente della commissione Antimafia Ars, per le parentele in odor di mafia, afferma: "Le frizioni sono tematiche di cui si occupano i meccanici". 

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