Tutti insieme appassionatamente, Centrodestra con Musumeci: "Vittoria dietro l'angolo"

Armao e Lagalla convergono sulla candidatura dell'ex presidente della Provincia di Catania. In campo un'alleanza larga che va da Forza Italia all'Udc, con autonomisti, destra, lega e cuffariani. "Noi ancora di speranza per i siciliani"

Una foto che vale più di mille parole. Nell'istantanea scattata oggi all'Ars c'è tutto il centrodestra riunito attorno a Nello Musumeci. Tutti d'accordo - come non accadeva da tempo immemore - su una candidatura alla presidenza della Regione che ha le carte in regola per lanciare la sfida all'ondata grillina e ad un centrosinistra alle prese con un Micari che non piace a tutti ed un Crocetta che non molla.

I big del centrodestra alla fine trovano la quadra. Gaetano Armao e Roberto Lagalla entrano nella "squadra" di Musumeci, convergendo su un progetto politico "sposato" da Diventerà Bellissima, Forza Italia, Siciliani Indignati, Energie per l'Italia, Udc, Mpa, Cantiere popolare, Idea Sicilia, Fratelli d'Italia, Noi con Salvini, dal Movimento Nazionale per la Sovranità. Da Saverio Romano a Gianfranco Miccichè, passando per Ignazio La Russa, Renato Schifani e Francesco Scoma. Tutti assieme. Mancano solo alcuni esponenti del vecchio Pdl, che oggi sono in Ap, come Angelino Alfano, Simona Vicari e Dore Misuraca.

Nelle parole dei big dei partiti entusiasmo alle stelle: "Abbiamo fatto fatica a fare capire a tutti che l'unica, concreta possibilità di battere sia il M5S sia la sinistra fosse unire tutto il centrodestra sul nome di Musumeci. L'obiettivo adesso è vincere e preparare un centrodestra forte a livello nazionale". Gli fa eco Renato Schifani, che aggiunge: "Il M5S è da più di un mese in campagna elettorale, noi la iniziamo ufficialmente da oggi. La partita non solo è aperta ma per noi sarà in discesa, perché sarà una grande campagna elettorale in cui gireremo la Sicilia. Oggi celebriamo una sintesi importante propedeutica a una vittoria che è dietro l'angolo e antesignana sicuramente di una vittoria alle politiche". E se Saverio Romano benedice "l'asset con Lagalla e Armao", Musumeci in persona ringrazia i due candidati che hanno fatto un passo indietro: "Abbiamo saputo trovare le ragioni che uniscono piuttosto che dare spazio a quelle che dividono". Armao, in caso di vittoria, sarà l'assessore all'Economia e vicepresidente; mentre Lagalla l'assessore all'Istruzione. "La delega all'Istruzione? Perché no - risponde Lagalla - ma preferisco la Sanità: è il settore in cui ho lavorato e su cui Idea Sicilia vuole portare la sua attenzione e professionalità". 

"Avremo una Giunta compatta e autorevole - rimarca Musumeci -. Sono convinto che riusciremo a presentare un programma articolato e ricco di obiettivi e su quel programma chiederemo il giudizio della gente". E' il fischio d'inizio di una campagna elettorale che, sono sempre parole dell'ex presidente della Provincia di Catania, punta a "dare ai siciliani un'ancora di speranza, soprattutto a chi si è rassegnato e crede che la politica non abbia più la capacità di risolvere i problemi, che si sente deluso dalla demagogia di certa politica e che potrebbe cadere nella rete di altra demagogia politica". "Ognuno lavorerà per un obiettivo che non è di offrire un governo dell'alternanza ma un governo di alternativa, nei metodi, nella impostazione del lavoro quotidiano. Noi vogliamo fare una grande, grandissima coalizione. Ma chi decide di stare con noi deve essere persona perbene e alternativo ai grillini e al Pd". Aggiunge Armao: "Presenteremo più liste possibili per riportare i siciliani a votare". 

La discontinuità, nelle intenzioni di Musumeci, passa da una Giunta politica. "Questa è una operazione siciliana stiamo proponendo per la prima volta non solo una coalizione unita e forte, ma anche una giunta di grandissimo livello. Per battere la malapolitica bisogna fare buona politica e non antipolitica come quella del geometra Cancelleri del M5S". Così Gianfranco Miccichè, che nel 2012 si era candidato alla Regione proprio in contrapposizione a Musumeci. "Nello portaci alla vittoria" grida Miccichè, che precisa: "Abbiamo fatto pace anche se non avevamo litigato". Segno che le fratture sono ormai sanate, inclusi gli attriti vissuti in questa prima fase di campagna elettorale.
Per il commissario regionale dell'Udc, Antonio De Poli, è tempo adesso di passare dalle parole ai fatti. E lo dice senza giri di parole: "Musumeci è una persona trasparente che può dare alla Sicilia ciò che manca, si deve lavorare sui temi concreti, al di là delle cavolate della politica. Bisogna lavorare sul lavoro che non c'è, sulle aziende, sui nostri figli che se ne vanno".

Stefano Parisi, leader di Energie Per l'Italia, è convinto che Musumeci sia "l'unica possibilità per fermare i Cinque Stelle in Sicilia", ma avverte: "Non basta fare una buona campagna elettorale. Deve cambiare il metodo nel centrodestra. E' successo qualcosa rispetto al passato. La discontinuità è importante non solo nelle parole ma soprattutto nella sostanza dei rapporti tra di noi. Dobbiamo fare in modo che Musumeci abbia la piena autonomia per costruire una buona squadra che faccia ripartire l'economia siciliana dopo cinque anni di disastri della sinistra". Quindi l'ex candidato sindaco di Milano getta lo sguardo oltre:  "L'unità trovata su Nello Musumeci è un'unità anche a livello nazionale. Il 5 di novembre vincerà a Palermo, ma tra poco ci sarà un governo di centrodestra a Roma".  

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Voce fuori dal coro Fabrizio Ferrandelli, leader de I Coraggiosi, movimento che mal digerisce la presenza di Fdi e Noi con salvini. "Il ritiro della candidatura civica di Roberto Lagalla apre nuovi scenari e ci porta a un momento di profonda riflessione interna al movimento. A Palermo avevamo immaginato di aggregare, sulla base della nostra proposta civica e su base programmatica e progettuale, forze politiche diverse ma che si riconoscevano nel Partito popolare europeo, insieme a quelle più progressiste provenienti dal centrosinistra, lasciando fuori dal perimetro delle alleanze Fratelli d'Italia e Lega, oggi sostenitori principali di Musumeci. Forze che non solo sostengono il candidato, ma sembrano prevalere e dettare l'asse della coalizione. Il contesto - conclude Ferrandelli - mette a disagio non solo le nostre storie personali, ma anche quelle del nostro mondo di appartenenza"

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