Aspettando le elezioni, Enzo Bianco e l'adeguamento antisismico nelle strutture di polizia

La messa in sicurezza degli edifici pubblici, ospedali e questure era tra i punti del programma di Enzo Bianco nel 2013. Ma, come raccontano i sindacati di polizia, negli uffici etnei non vengono rispettate le norme antisismiche e antincendio

Bianco e il nuovo questore della città, Alberto Francini

Enzo Bianco è, attualmente, l'unico esponente politico che ha annunciato ufficialmente di volersi candidare alle prossime elezioni comunali. Da Sindaco uscente, su di lui pesano le promesse della scorsa tornata elettorale e i risultati raggiunti in questi ultimi 5 anni. Per questo motivo, come faremo per gli altri schieramenti, proveremo a fare una analisi dei principali temi proposti. A partire da quello dell'adeguamento alle normative antisismiche delle strutture pubbliche, particolarmente a rischio in una città esposta come Catania.

Tommaso Vendemmia, sindacalista di polizia del Siap, il 17 febbraio del 2017 aveva presentato un esposto in Procura per denunciare le condizioni di sicurezza in cui vertono alcuni stabili della Questura di Catania. Da allora, a quasi un anno di distanza - come spiega il poliziotto - non si hanno notizie dell'atto. "Tutto tace - spiega Vendemmia a CataniaToday - e la situazione, presumibilmente, è peggiorata. L'ufficio del personale di via Ventimiglia è attualmente chiuso per metà per il crollo di una volta al secondo piano dello stabile". "Ma non solo - aggiunge - Non sono state effettuate le verifiche statiche che abbiamo chiesto più volte negli altri edifici più a rischio in caso di terremoto che sono la caserma Cardile (centro di logistica della polizia), il Reparto Mobile e la Questura di via Manzoni".

Il programma di Enzo Bianco nel 2013

Una fotografia, quella restituita dal racconto di Vendemmia, che stride con le promesse fatte dall'allora candidato sindaco Enzo Bianco, il quale, nel 2013 inseriva l'adeguamento delle strutture pubbliche alle norme antisismiche tra i primi punti del suo programma elettorale. In particolar modo, al secondo posto del decalogo "bianchiano" era possibile leggere che Catania "deve trasformare un grande rischio come quello sismico in una grande opportunità". "L'intuizione - scriveva Bianco - la ebbi nel 2000, quando, da ministro dell’Interno, utilizzai per la prima volta i fondi di Protezione civile non per ricostruire, ma per attenuare il rischio sismico. Bisogna dunque utilizzare i fondi esistenti e chiederne di nuovi per mettere in sicurezza gli edifici pubblici – Prefettura, Questura, Uffici comunali, Ospedali, Scuole – ma anche privati,  con incentivazioni nell'ordine del 60%, utilizzando le tecniche sperimentate in altri Paesi. Ciò avrebbe una incredibile ricaduta anche sull’economia della città".

Ma come assicura Vendemmia "dei progetti in itinere da parte dell'amministrazione per lo spostamento degli immobili non si sa nulla". Il progetto di attrazione di fondi nazionali ed europei per la ristrutturazione delle strutture esistenti e la costruzione di nuovi edifici per le forze dell'ordine sembra dunque del tutto dimenticato. "La cittadella di Librino, la cosiddetta Nuova Questura, è ferma dal 2003 e nessuno conosce l'attuale situazione burocratica - spieg ancora il sincadalista - e tutti gli edifici che hanno l'obbligo di certificazione antincendio ne sono attualmente sprovvisti o se li hanno sono già scaduti da tempo". 

Gli edifici a rischio sismico

"Gli edifici a rischio maggiore, rifrendosi a probabile terremoto - continua ancora Vendemmia - Sono la caserma Cardile, il Reparto Mobile (attrezzato per gli aiuti a popolazione colpita da eventi naturali) e la Questura via Manzoni ( centro nevralgico per le comunicazioni in provincia). Qest'ultima, come si può leggere nell'esposto da noi presentato, ha nel terzo piano l'archivio generale che appesantisce il solaio". "Nella sede della motorizzazione della Questura in via S.G. La Rena - spiega ancora - i certificati antincendio e di prova statica non ci sono e, in caso di crolli, tutta la polizia potrebbe rimanere a piedi".

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Le possibili soluzioni "bocciate" dal sindacato

Esistono attualmente dei progetti di ricollocamento delle unità di polizia ma, come spiega Vendemmia, alcune non sarebbero funzionali alle esigenze degli agenti. "L'unico progetto da me bocciato, a cui ho fatto e farò resistenze, è il probabile trasferimento della sede motorizzazione nell'interporto alla Zona Industriale - chiarisce il poliziotto - Lì, come è notorio, in caso di eventi naturali il Blocco Pantano non è praticabile". "Bisogna far capire che per aiutare la popolazione in caso di calamità - chiosa infine - dobbiamo mettere in sicurezza gli edifici strategici e fare in modo che gli operatori possano raggiungerli per tempo e agevolmente". "Non ha senso tenere carabinieri e polizia nel centro cittadino - conclude - se poi questi edifici sono in pericolo". 

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