rotate-mobile
Giovedì, 23 Maggio 2024
Politica

L'Ars approva la legge di stabilità, confermato l'aumento delle indennità dei deputati con voto segreto

Respinto con voto segreto un emendamento che stabiliva “l'abrogazione della norma della legge che nel 2014 aveva introdotto l’automatismo della rivalutazione delle indennità al costo della vita”. A presentarlo era stato Cateno De Luca

L’Assemblea regionale siciliana ha approvato la legge di stabilità per il 2023 con 35 voti a favore e 22 contrari. Via libera per 2 maxi-emendamenti e una lunga serie di norme aggiuntive. Non è stato facile raggiungere l'obiettivo e non sono mancate le polemiche, in alcuni casi feroci, come nel caso del discusso aumento delle indennità dei parlamentari regionali. Per quanto riguarda i punti salienti della Finanziaria regionale, previsti investimenti sulle assunzioni per le imprese e fondi per Forestali e Asu. Ecco un breve focus sui punti sviluppati dal documento approvato all'Ars.

Incentivi per assumere e progetti

Le imprese riceveranno incentivi per le nuove assunzioni. Si parla di contributi da 30mila euro per chi sottoscriverà contratti a tempo indeterminato, 10mila in più se si parla di donne o lavoratori maggiormente adulti. Previsto una stanziamento da 200 milioni di euro per il Fondo progettazione che assicurerà, nei tempi imposti dai vari Programmi di spesa extraregionali e - in particolare - dal Pnrr, il pieno utilizzo di tutte le risorse comunitarie e nazionali destinate a investimenti in Sicilia. Entro tre mesi, l’assessorato dovrà procedere a stabilire le modalità di accesso al fondo, per assicurare la coerenza delle attività di progettazione. I 200 milioni di euro sono stati destinati: alle ex Province (15 milioni); alle Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti (10 milioni); alla Regione e agli enti regionali (40 milioni); ai Comuni (120 milioni, dai 160mila euro dell’ente più piccolo ai 7,4 milioni del capoluogo regionale); alle Aree interne (4 milioni); alle isole minori (1,5 milioni); ai Comuni in dissesto finanziario fino a 40mila abitanti (3,5 milioni); alle Aree urbane funzionali (Fua) e ai Sistemi intercomunali di rango urbano (Siru), 3 milioni ciascuno.

Norma per i pensionati

I pensionati reclutati negli uffici di gabinetto non sono computati nel novero degli esterni. Nello specifico svolgeranno per la Regione un lavoro a titolo gratuito.

Novità per Forestali e Asu 

Arriva per 17mila forestali uno stanziamento di circa 22 milioni di euro volto a recepire il contratto nazionale che garantirà uno stipendio più alto e qualche arretrato. Gli Asu, lavoratori precari di luoghi d’arte siciliani, godranno invece dell’incremento dell’orario di lavoro a 36 ore settimanali. 

Altre norme

Previsto un contributo per la riqualificazione e la manutenzione straordinaria di immobili da destinarsi ad alloggi e residenze universitarie. L’Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità può sostenere economicamente gli interventi di miglioramento ed efficientamento del parcheggio Talete al fine di migliorare i collegamenti tra Siracusa e Ortigia. Ci saranno incentivi per coloro che installeranno impianti fotovoltaici come strumento per contrastare il caro energia.

Approvazione e polemica: commenti e dissapori

A seguito dell’ok dell’Ars alla Finanziaria non sono mancate le critiche. A irritare maggiormente l’opinione pubblica è stata la conferma della norma sugli adeguamenti Istat delle indennità per i 70 parlamentari siciliani. È stato respinto con voto segreto un emendamento che stabiliva “l'abrogazione della norma della legge che nel 2014 aveva introdotto l’automatismo della rivalutazione delle indennità al costo della vita”. A presentarlo era stato Cateno De Luca del gruppo Sud chiama Nord che tra l’altro parlava di “insopportabili ingerenze da parte di dirigenti nazionali di FdI su scelte che spettano all’Assemblea”. La presentazione era arrivata dopo le polemiche dovute agli aumenti di 890 euro lordi nella busta paga dei deputati per il 2023.  “All’Ars va in scena la farsa, prima lo show di Cateno De Luca, che inneggia alla correttezza sua e dei suoi, e poi non vota, assieme ai deputati dei suoi gruppi, l’emendamento che avrebbe stoppato gli aumenti Istat, salvando di fatto l’aumento degli stipendi dei deputati Ars” afferma senza peli sulla lingua il capogruppo del M5S all’Ars, Antonio De Luca. “La mancanza degli otto voti dei deputati di Sicilia Vera e Sud chiama Nord ha determinato la bocciatura dell’emendamento presentato dallo stesso Cateno De Luca, visto che la norma non è passata solo per 5 voti – continua -. È evidente a questo punto che l’azione fatta da Cateno De Luca era solo a scopo propagandistico e non mirava assolutamente a bloccare gli aumenti delle retribuzioni. Il bello è che nelle loro locandine i due gruppi asseriscono pomposamente che la vera opposizione sono loro: questa votazione perlomeno è servita a fargli buttare la maschera, speriamo serva anche ad aprire gli occhi ai siciliani”.
I pentastellati, infatti, hanno accusato l’ex sindaco di Messina e i suoi deputati di non aver votato l’emendamento che avrebbe fermato l’incremento. La norma non è passata solo per 5 voti (29 contrari e 24 favorevoli). De Luca tramite Facebook ha immediatamente risposto ai colleghi. “Non avete detto che questo emendamento l’ho presentato io. Voi ve li volevate ‘fottere’ questi soldi dando la colpa agli altri. Non abbiamo partecipato alla votazione perché sapevamo che avrebbero chiesto il voto segreto. Nel segreto dell’urna si sono messi d’accordo una parte della maggioranza e dell’opposizione, noi abbiamo alzato i tesserini per non votare. Nello stesso tempo, prima di depositare l’emendamento, abbiamo presentato pure il disegno di legge per abrogare la norma che prevede l’aumento Istat”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'Ars approva la legge di stabilità, confermato l'aumento delle indennità dei deputati con voto segreto

CataniaToday è in caricamento