Corteo Forza Nuova, il racconto di un antifascista: "Manganellate senza senso"

Momenti di tensione ieri pomeriggio quando, davanti alla Villa Bellini, il corteo antifascista è stato circondato dalla polizia. E se c'è chi parla di "bastoni e cinghie", c'è anche chi critica la questura

Il racconto del corteo di ieri pomeriggio - quello autorizzato di Forza Nuova contro il cosiddetto "Ius soli" (una trentina di partecipanti) ed il presidio, spontaneo, dei movimenti antifascisti (circa un centinaio di persone) che sono stati circondati dai caschi blu davanti alla villa Bellini per "evitare il contatto" - presenterebbe alcune incongruenze. Se, da un lato, la questura parla di un "sequestro di una decina di bastoni" che le diverse formazioni antifasciste avrebbero "nascosto nella zona dove sarebbe passato il corteo", dall'altro i gruppi di sinistra negano con forza la presenza di questi oggetti e attaccano la scelta di "scortare" il corteo organizzato dal movimento di Roberto Fiore. Parlando di violenza eccessiva da parte dei reparti delle forze dell'ordine.

Si aggiunge inoltre il giornale La Sicilia Web che, unico nello scenario della stampa locale, parla di un presunto "attacco" da parte degli antagonisti che "armati con cinghie hanno cercato di colpire gli agenti, che hanno risposto con colpi di manganello". Evento non riportato né dai comunicati ufficiali della polizia, né dalla visione dei filmati che circolano in queste ore sul web, tra i quali quelli della Digos. 

"Il corteo di Forza nuova partiva da piazza Roma e sarebbe finito in piazza Università - racconta un manifestante antifascista a CataniaToday - Una volta che noi ci siamo radunati davanti la villa Bellini, la Digos ci ha rassicurato che se fossimo stati fermi, senza avanzare, saremmo potuti rimanere. Arrivato il corteo davanti alla villa, la polizia ci ha circondato e ha iniziato a manganellare, spingendo il presidio sul marciapiede, schiacciandoci contro il muro e continuando nonostante non ci fosse atteggiamento aggressivo da parte nostra". "Una dirigente si è buttata in mezzo per farli smettere - continua il racconto del manifestante - ma, nella confusione, credo che sia arrivato qualche colpo anche a lei. Per questo motivo un suo collega è dovuto intervenire per riportarla indietro". "Il corteo è passato lì davanti e lo spezzone antifascista, dopo che Forza Nuova è passata, è stato lasciato libero e, da via Sant'Euplio, è arrivato in piazza Stesicoro dove però c'era un altro blocco della polizia. Da lì il nostro corteo si è sciolto", conclude.

A lui si unisce anche Matteo Iannitti di Catania Bene Comune che chiede spiegazioni direttamente al Prefetto di Catania. "Poche decine di fascisti che incitano all'odio e al razzismo sfilano mostrando il saluto romano - attacca su Facebook Iannitti - La polizia li scorta e carica con violenza la manifestazione democratica contro il razzismo. Il Questore di Catania ha scritto una vergognosa pagina della storia della città. Il Prefetto dia spiegazioni". Anche Luca Cangemi, del circolo Olga Benario del Partito Comunista Italiano, chiede l'intervento delle istituzioni: "Ancora una volta nella nostra città viene dato spazio ad un movimento politico fascista e razzista, i cui ideali sono in palese violazione dei principi fissati nella nostra Costituzione nata dalla Resistenza e sui quali si fonda la nostra democrazia. Prefetto e istituzioni locali - conclude - si assumano le proprie responsabilità per quanto accaduto". 

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