Giarrusso non si "spoglia" da iena: "E' il mio soprannome, non posso perdere voti"

In un lungo post su Facebook l'ex inviato del programma mediaset si difende dal duro attacco sferrato dagli autori

Dopo l'attacco delle Iene a Dino Giarrusso, candidato per il Movimento Cinque Stelle, arriva la replica del diretto interessato. Con un lungo post su Facebook l'aspirante europarlamentare catanese si difende e in particolare si concentra su quella scritta "detto iena" presente nei suoi santini elettorali che tanto ha infastidito gli autori della trasmissione mediaset.

"Sulla scheda elettorale (e di conseguenza sui volantini elettorali) ci sarà scritto “Dino Giarrusso detto iena” perché nella mia Sicilia, in Sardegna e in molte altre parti d’Italia ci sono tantissime persone che tuttora mi chiamano così: iena. Come fosse un soprannome, un alias. E molti che mi chiamano così non ricordano magari correttamente il mio vero nome, storpiandolo spesso in Gianrusso. Per questa ragione se non avessi fatto scrivere “detto iena” sulla scheda, avrei visto annullare chissà quante preferenze. La legge prevede di poter citare il proprio soprannome proprio per evitare che la volontà dell’elettore non venga rispettata, ed un voto liberamente espresso venga annullato", scrive Giarrusso.

Un escamotage furbetto per cercare di non perdere nemmeno un voto per un'occasione ghiotta. Dopo la sfida persa contro Riccardo Magi l'ex iena non si vuole fare trovare impreparato e battaglierà sino all'ultimo preferenza contro l'uscente Ignazio Corrao. Però Giarrusso non risponde alla contestazione relativa al vestiario avanzata dagli autori delle Iene, quindi lascia presumere che continuerà ad indossare la "divisa" del programma mediaset.

"Quando ho scelto di fare politica attiva ho deciso - prosegue nel suo post Giarrusso - comunicandolo immediatamente al creatore del programma e alla produzione, che avrei lasciato quel (bellissimo!) lavoro perché non credo sia giusto essere ad un tempo controllore e controllato. Dunque se qualcuno vuole strumentalizzare il programma o vuole fare altre polemicuzze povere sulla mia candidatura, mi fa solo tenerezza. Citando un mio soprannome sulla scheda elettorale ho solo esercitato un mio diritto previsto dalla legge, tutelando la volontà degli elettori e ad un tempo la mia persona".

Poi Giarrusso chiude citando diversi giornalisti che si sono candidati in Italia. Qiundi, a quanto pare, il candidato continuerà nella sua campagna comunicativa che richiama le Iene e prima ancora il capolavoro di Quentin Tarantino.

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