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Lunedì, 16 Maggio 2022
Politica

Comune "senza" assessori, Gelsomino attacca: "Non è un condominio, è una città allo sbando"

Durante la seduta consiliare di ieri sera è emersa con virulenza la questione della giunta priva di diversi esponenti: Balsamo si è dimesso polemicamente e Mirabella e Lombardo hanno lasciato il posto per concorrere alle Regionali

Catania ha un sindaco sospeso, per via degli effetti della legge Severino, e una giunta "monca". La questione - nell'aria da diverso tempo - è esplosa con virulenza ieri sera in consiglio comunale. Dopo la "pax" dovuta all'approvazione del nuovo regolamento del consiglio comunale l'opposizione è tornata a picconare la guida di Palazzo degli Elefanti. I recenti addii di Ludovico Balsamo, che ha lasciato la guida delle attività produttive, e di Barbara Mirabella e Giuseppe Lombardo per concorrere alle elezioni regionali hanno fatto aprire il dibattito sulla loro successione.

Un dibattito che deve vedere le forze di maggioranza protagoniste nel tentativo di "ricucire" legami sfilacciati, come quello con la Lega e con gli Autonomisti. Ma, probabilmente, la grande incognita è anche legata alle decisioni del primo cittadino Salvo Pogliese che a giugno affronterà il processo d'appello sulle spese dell'Ars. Cosa farà il sindaco? Resterà, seppur sospeso, in sella oppure si dimetterà? E così non si rischierebbe di divenire assessore per meno di un mese? Probabilmente le trattative - con l'esplosiva situazione del centrodestra regionale - sono influenzate quindi da diversi fattori e non sono ancora andate in porto.

Sullo sfondo, si fa per dire, c'è una città che non riesce ad uscire nonostante la vetrina del Giro d'Italia dalla spirale di vandalismo e degrado. I furti di auto e di loro componenti sono all'ordine del giorno, l'emergenza igiene urbana è un capitolo doloroso, le imprese ancora non sono ripartite e i tassi di emigrazione rimangono alti, i diversi attori sociali hanno bisogno di assessori con cui interfacciarsi. 

Per Giuseppe Gelsomino, esponente di Catania 2.0 e sammartiniano doc, Catania ha un'amministrazione al capolinea: "La città non è un condominio ma è un ente che deve essere amministrato e deve andare avanti. Invece non c'è un assessore alle attività produttive e Bonaccorsi non è mai andato in assessorato. Manca l'assessore ai servizi sociali in un periodo di emergenza come questo. Si devono sciogliere le riserve e si deve capire cosa si vuol fare: il vice sindaco si interfacci con Pogliese e ci comunichi quali sono le decisioni prese. Chiedo chiarimenti e sono chiarimenti che vuole e pretende la città". Uno dei papabili a ricoprire un assessorato è Santi Bosco che in consiglio ha bollato le parole di Gelsomino come una "polemica becera": "Ci sarà probabilmente la nomina degli assessori e ci sono consultazioni come è normale che sia. E' ingeneroso dire che vi siano settori trascurati. Il sindaco facente funzioni ha dimostrato bravura e capacità e Catania sta uscendo dal dissesto, un'eredità lasciata da chi c'era prima".

Invece il pentastellato Graziano Bonaccorsi pensa che non sia un "attacco becero" dicendo che "c'è un problema nella gestione della nostra attività e manca la programmazione per cui servono gli assessori e non ci pensa adesso ma ci si pensa prima".

Anche la collega di gruppo Lidia Adorno parla di una città che "attende e soffre": "Le interrogazioni non hanno risposte, parliamo di problemi importanti come i rifiuti". Ha concluso il giro di attacchi il consigliere autonomista Di Salvo accusando l'assessore allo sport Parisi di aver indossato la fascia tricolore seppure in presenza del sindaco facente funzioni: "Un fatto grave avvenuto in mondovisione. Uno sgarbo istituzionale visto che non c'era una delega per rappresentare l'ente". Poi la seduta è proseguita con il sorteggio dei nuovi revisori dei conti. Intanto la città attende i nuovi assessori che avranno l'onere di guidare Catania nell'ultimo scorcio di sindacatura.

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