Gli under 30 leghisti chiedono risposte per universitari e professionisti

Di seguito l’intervento dell’on. Luca Toccalini, in aula a Montecitorio. Diverse le domande al governo da parte del coordinatore dei giovani del carroccio. Eccone i passi più significativi.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

«Il ministro Manfredi dia risposte sulla revisione dei crediti formativi, fondamentali per assicurare agli studenti i servizi del diritto allo studio come l’accesso alle residenze, le mense e le borse di studio, ma anche sulla riduzione delle tasse universitarie e un serio incentivo atto a sostenerli nel pagamento degli affitti dei propri alloggi. L’ennesimo nostro emendamento è stato bocciato nonostante le parole di unità e collaborazione di Giuseppe Conte con le opposizioni. Non solo università, ma bisogna sostenere anche i giovani professionisti, penso ai medici prevedendo più borse di specializzazione, ma mi riferisco anche ai giovani praticanti avvocato: al riguardo avevamo scritto a Bonafede per avere maggiori chiarimenti in merito all'esame di stato e alle modalità delle prove di novembre, e anche qui il governo tace! Infine urge tutela anche per un’altra categoria che proprio in questi giorni viene derisa da qualcuno: il pensiero va a quelle migliaia di imprenditori e in particolare a quei lavoratori che operano nel mondo dell’intrattenimento e delle discoteche: molti di loro sono giovani che lo fanno anche per sostenersi e non pesare sulle proprie famiglie, a causa del virus la vita notturna rischia di partire per ultima: non vanno lasciati da soli.» Dello stesso avviso anche Alessandro Lipera e Giuseppe Miccichè, rispettivamente coordinatori di “Lega Giovani” per la Sicilia orientale e per la Sicilia occidentale «Auspichiamo che per quanto di competenza il governo regionale, con l’aiuto dell’A.R.S., considerato anche il contributo dei parlamentari della Lega, si dimostri più costruttivo rispetto al suo omologo nazionale, in questi casi il nostro statuto speciale può limitare i danni fatti da Roma, ma non può andare avanti per sempre così: serve unione d’intenti a tutti i livelli.»

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