Domenica, 19 Settembre 2021
Politica

Emergenza incendi, ordinanze di pulizia dei terreni privati: una chimera farle rispettare?

Le ordinanze che intimano ai proprietari dei lotti incolti la pulizia vengono emanate ogni anno ma tra burocrazia, difficoltà nel rintracciare i proprietari e mancati interventi spesso rimangono solo sulla carta. Emblematico il caso di Catania: l'80% dei possessori di terreni risiede fuori dal Comune e la polizia locale è costretta a "inseguirli"

Sono tanti i fattori che hanno portato alla devastante emergenza incendi che ha colpito l'intera isola e, in particolar modo, la provincia di Catania. Ieri la tragedia a Paternò con la morte di un giovane agricoltore che stava tentando di dare il suo contributo per spegnere un rogo, qualche settimana addietro la tragedia a Catania è stata sfiorata con i grossi incendi nella zona di Fossa Creta, della Plaia e di tutta l'area sud della città. Le fiamme hanno divorato aziende, case, auto e costretto all'evacuazione diversi nuclei familiari. Per non parlare dei danni devastanti per la flora, la fauna e per le aree protette di grandissimo valore naturalistico come l'Oasi del Simeto. Un dramma derivato da un cocktail di concause: le difficoltà nei controlli, la mancanza di uomini e mezzi adeguati per la vigilanza e la repressione, la presenza dei loschi interessi dei piromani (non da ultimo sono stati avanzati sospetti sul business del fotovoltaico), la mancata cura dei terreni demaniali e privati che lambiscono le città e che si trasformano - per via di sterpaglie e rifiuti - in potenti "diffusori" delle fiamme. Il tutto in un contesto in cui nella nostra provincia sono state toccate punte anche di 47 gradi.

L'argomento incendi è stato affrontato da diverse commissioni consiliari: la sesta commissione si è riunita lo scorso nove agosto con gli assessori all'Ecologia Fabio Cantarella e alla Protezione Civile Alessandro Porto, mentre la quarta - anch'essa il nove agosto - ha sentito, tra gli altri, la posizione organizzativa della Protezione Civile Marco Romano e per la direzione Polizia Locale, l'ispettore Antonio Lizzio.

Le compentenze del Comune

Come illustrato dagli assessori della giunta Pogliese sono diverse le competenze del Comune che, però, sconta i lacciuoli della burocrazia e la carenza di personale. Fabio Cantarella, per l'Ecologia, ha snocciolato gli interventi anti incendio effettuati: "Abbiamo stilato un calendario con opere di manutenzione nei siti che potevano presentare criticità. E' stato effettuato un intervento importante nel boschetto della Plaia che infatti quest'anno non è stato interessato da roghi e abbiamo creato vie tagliafuoco; siamo intervenuti sull'asse dei servizi e sull'asse attrezzato e ci siamo occupati, così come prevede la direzione, di tutto il verde urbano (parchi, ville, giardini)".

L'assessore alla Protezione Civile Alessandro Porto ha detto che compito del corpo è quello di "monitorare il territorio, le segnalazioni e le denunce". "Abbiamo predisposto una determina sottoposta poi al sindaco che ha emanto un'ordinanza, a maggio - dice l'assessore - per intimare ai proprietari delle aree private di provvedere alla pulizia e allo scerbamento per evitare rischi di incendi".

"Ciò non risolve il problema - ammette Porto -, non saremmo nelle condizioni di monitorare tutte le aree. Se c'è una denuncia noi provvediamo, attraverso i vigili urbani, alle verifiche e alle sanzioni". Nel caso in cui dovesse scaturire un incendio, e se fosse accertato che i responsabili siano i proprietari delle aree private senza manutenzione, i danni sarebbero quindi addebati proprio a chi non ha ottemperato ai suoi obblighi. "I privati sottovalutano questo aspetto - ha proseguito Porto - e ciò puà comportare gravi danni economici a chi non si assume le sue responsabilità. Quando avvengono eventi incendiari come nei giorni scorsi ne pagano le conseguenze le imprese e i cittadini". Ma l'assessore ha evidenziato come manchino uomini e mezzi per fare prevenzione e che occorrerebbero più fondi da parte dello Stato. 

Terreni privati incolti: il meccanismo delle verifiche

Come ha spiegato il dottor Marco Romano, della Protezione Civile, l'ufficio sta continuando ad accertare il rispetto dell'ordinanza "anti incendi" vagliando le segnalazioni che provengono dalle municipalità e dai cittadini. "L'ufficio - dice Romano - ha completato un elenco di aree da inviare alla direzione Ecologia e alla Manutenzione per ciò che riguarda la rimozione delle zone impervie dove necessitano di uno scerbamento. Come Protezione Civile abbiamo potenziato i controlli nelle aree dove abbiamo conoscenza e che sono vicine ai centri abitati vagliando anche le vie di evacuazione". Il personale è stato incrementato con delle squadre provenienti dal nord Italia ma gli inghippi sono molteplici.

Perché se è vero che c'è l'ordinanza è anche vero che non sempre si riesce a risalire ai proprietari dei terreni privati intimando loro la pulizia. Come spiegato dall'ispettore della Municipale Lizzio negli ultimi giorni sono stati monitorati circa 30 siti, tra privati e demaniali, ma la criticità è il reperimento dei proprietari.

"L'ottanta per cento - dice Lizzio in commissione - sono residenti fuori Comune e ci avvaliamo della collaborazione della Municipale dei vari comuni per notificare diffide e verbali che abbiamo elevato. Attendiamo le risposte dei proprietari e verifichiamo se hanno ottemperato inizialmente alla diffida. Se non hanno eseguito la scerbatura si procede a trasmettere le carte all'autorità giudiziaria, così come avvenuto ultimamente per due casi. Quest'anno la burocrazia si è appesantita, prima l'ordinanza veniva anche affissa negli uffici e in punti strategici per farla conoscere. E dobbiamo fare prima la diffida, il verbale e successivamente se il proprietario non ottempera si procede per via giudiziaria".

Un lungo processo che rischia in tanti casi di non far giungere all'obiettivo: prevenire il diffondersi delle fiamme. La consigliera Sara Pettinato ha evidenziato il caso di un terreno privato pericoloso in zona Plaia e l'ispettore Lizzio ha detto che il proprietario, residente ad Acireale, è stato deferito all'autorità giudiziaria. Ma il terreno resta in condizioni pericolose per cui si potrebbe - come detto dall'ispettore - chiedere di eseguire uno "scerbamento a danno del proprietario". Quindi dovrebbe intervenire il Comune e poi rivalersi sul privato. 

Le bocche d'acqua alla Plaia

In cantiere, dopo i devastanti incendi di due anni fa e di quest'anno alla Plaia, c'è l'ipotesi di installare bocche d'acqua pronte per essere utilizzate in caso di roghi. La consigliera Pettinato ne ha chiesto la realizzazione a stretto giro, ma il responsabile della Protezione Civile ha risposto che trattandosi di interventi particolari saranno ipotizzabili "per la prossima stagione estiva in concomitanza con la manutenzione in programma da parte della Città Metropolitana del viale Kennedy".

In commissione è intervenuto per i balneari anche Ignazio Ragusa, della Sibeg: "Due anni fa abbiamo rischiato con gli incendi un epilogo brutto alla Plaia. So che Sidra è propensa alla realizzazione di bocchette d'acqua che renderanno agevole il lavoro dei soccorsi. Condivido la posizione del dottor Romano e posso dire che molti stabilimenti hanno un proprio piano anti incendio, tutto proporzionato all'impresa. Gli stabilimenti sono pronti per l'innalzamento della sicurezza e per il monitoraggio. Da profani possiamo dire però che manca la pulizia dei terreni da parte dei privati, così come manca la potatura degli alberi fronte strada sia da parte dei privati che del pubblico (spesso sono altissimi e non devo essere rimossi ma abbassati). Inoltre all'interno della fascia demaniale ci sono terreni abbandonati e ci sono concessioni che si sono perse, con verde che cresce in maniera indiscriminata. Per prevenire occorre l'assoluta pulizia dei terreni e la potatura degli alberi".

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