Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica

Infrastrutture, Pogliese a Catania: "Priorità completare le tratte della metro"

"Il completamento delle tratta Stesicoro-Palestro-Aeroporto della Fce, per cui sono già stati stanziati 492 milioni di euro rappresenta l'assoluta priorità del nostro territori" ha spiegato l'europarlamentare

"Il Porto, l'aeroporto e la metropolitana rappresentano eccellenze infrastrutturali della nostra Catania in grado di produrre ricchezza per il territorio. Queste infrastrutture, però, hanno ancora significativi margini di crescita". Lo ha affermato l'eurodeputato Salvo Pogliese a margine della visita nel capoluogo etneo della Commissione Tran (Trasporti e Turismo) del Parlamento europeo di Bruxelles di cui è componente.

"In tal senso - ha aggiunto Pogliese - ritengo che l'obiettivo prioritario sia quello di puntare sull'intermodalità di trasporto, la piena integrazione tra via terrestre, acquatica e aerea, per trasformare Catania in un nodo strategico dei trasporti dell'Unione Europea. Il completamento delle tratta Stesicoro-Palestro-Aeroporto della Fce, per cui sono già stati stanziati 492 milioni di euro, di cui 402 milioni provengono da finanziamenti europei, rappresenta l'assoluta priorità del nostro territorio che, come l'intera Sicilia, purtroppo paga un gap nelle infrastrutture di trasporto rispetto al resto d'Italia. In questo senso la realizzazione del Ponte sullo Stretto - continua l'europarlamentare - è imprescindibile per sviluppare finalmente l'arretrato sistema dei trasporti siciliani, in termini di continuità territoriale col resto d'Italia e d'Europa, all'interno del corridoio Scandinavo-Mediterraneo".

"E su questa posizione, favorevole alla realizzazione dell'infrastruttura, si è schierata l'intera delegazione della Commissione Tran del Parlamento europeo. D'altronde in termini economici il Ponte avrebbe ricadute fortemente positive sulla sofferente economia isolana e del Sud Italia, grazie alla possibilità di intercettare anche alcuni significativi flussi commerciali in partenza da Suez e diretti nei mercati del nord Europa. Senza dimenticare, infine, che in termini occupazionali, tra diretti e indotto, il solo avvio dei lavori garantirebbe 40 mila posti di lavoro, oltre all'innegabile attrattiva turistica. Veramente si fatica a comprendere - osserva Pogliese - quali possano essere stati i motivi che hanno portato a bloccare la realizzazione di un ponte necessario, tecnicamente realizzabile, e i cui costi, stimati in 6 miliardi di euro, sono coperti al 60% dai privati".

"Senza contare che del 40% di costi a carico dello Stato è da sottrarre il contributo dell'Unione Europea che interverrebbe a coprire il 20% del costo complessivo. Invece - conclude l'eurodeputato - siamo al paradosso di un Ponte la cui non realizzazione, tra penali e spese di progettazione già sostenute ed iva non incassata, costa ai contribuenti italiani una cifra superiore di quella che si spenderebbe realizzandolo".

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