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L'invito di Bonaccorsi (M5S): "Sindaco si dimetta e opposizione trovi figura di sintesi"

L'intervista al consigliere comunale etneo che ha sollevato diversi temi nel corso della consiliatura. Adesso, nella fase di stallo politico che vive la città, fa il punto invitando Pogliese a "uscire dall'angolo"

Graziano Bonaccorsi, consigliere del M5S, nel corso del suo mandato ha sollevato divese questioni che sono divenute dei veri e propri "casi". Basti pensare alla vicenda Eurospin di Cibali, alla costruzione nella Timpa di Leucatia o alle prescrizioni anticorruzione richiamate dopo le ultime vicende che hanno riguardato il Comune. Il pentastellato, in un'intervista a Catania Today, affronta i temi "caldi" della vita politica cittadina intorpidita dalla vicenda relativa alla sospensione dal sindaco e - probabilmente - ostaggio dei giochi di incastri in vista delle prossime regionali e comunali. Solo sullo sfondo c'è una città che vive ancora nel dissesto, che convive con l'emergenza rifiuti (e l'aumento dei costi in discarica sono uno spauracchio) e che rischia di perdere investimenti preziosi sul fronte lavorativo, come il caso Pfizer.

- Catania vive uno stallo. La sospensione del sindaco, le voci di dimissioni. Come reputa l'attuale situazione politica cittadina?

"Penso che il sindaco abbia sbagliato a proporre continuamente ricorsi. Secondo me avrebbe dovuto valutare prima le dimissioni andando così al voto e, forse, avrebbe messo in difficoltà le opposizioni. Adesso è il momento di fare scelte chiare per lanciare messaggi netti: non si deve fare politica a tutti i costi, anche a costo di mettere la città in ginocchio. Abbiamo visto come la maggioranza in aula sia traballante su molti temi e il culmine si è raggiunto con l'elezione del vice presidente. Mi domando: perché continuare con questa agonia?".

- Come sta l'opposizione? Il M5S nelle due tornate precedenti ha espresso due candidati a sindaco, mentre adesso pare ci sia un discorso di coalizione con il centro sinistra. Siete pronti al voto? Non si vede ancora una "costruzione" di una figura forte e competitiva...

"Ci sono nomi che girano e sono validi ma in realtà serve una figura che deve essere in grado di unire. Unire le forze sane della città: associazioni, comitati, sigle e cittadini. Ancora non c'è ma confido nel fatto che arriverà in modo tale da aggregare convergendo su un programma chiaro che deve essere condiviso da tutte le forze di una ipotetica  coalizione, di centro e di sinistra".

- Ha parlato di programmi. Adesso che ha fatto esperienza quali sono le priorità su cui agirebbe da amministratore, considerando il dissesto e la crisi post pandemia?

"Prima di tutto la pulizia della città e una corretta raccolta dei rifiuti. La questione ambientale è prioritaria e ad essa va aggiunta una maggiore attenzione per la mobilità sostenibile. Poi serve un controllo del territorio e più sicurezza. Poi Catania ha bisogno di un rilancio urbanistico reale in ottica di un vero sviluppo turistico che non può prescendere dal potenziamento delle infrastrutture. E poi serve il verde: Catania è fuori dagli standard urbanistici. Mancano 2 milioni di metri quadri di verde e ne paghiamo le conseguenze, basti pensare a qualità dell'aria e alle alluvioni o all'innalzamento abnorme delle temperature".

- Lei ha sollevato diverse questioni che abbiamo prima menzionato. Che riscontri ha avuto?

"Ho parlato di Timpa, della vicenda Eurospin, del catasto dei soprassuoli ma anche del Palazzo delle Poste. C'è un dato: sono stati commessi troppi errori. Forse la magistratura potrà eventualmente vagliare facendoli emergere. Ho posto una interrogazione anche sull'anticorruzione, ci sono episodi come il bando di piazza della Repubblica o la Fiera dei Morti ove si doveva fare maggiore attenzione".

- Le periferie sono un grande tema che rispunta fuori in maniera episodica...che fare per quelle catanesi?

"Le periferie sono considerate in campagna elettorale o servono per gli spot. Quando vengono realizzate delle opere spesso non hanno tutti i crismi, penso a Torre Leone che ha problemi molto grossi all'impianto della fogna e ci sono sversamenti in strada. Ma penso anche a opere bloccate come la cittadella della Polizia a Librino o la cittadella della Giustizia che poteva sorgere proprio in questo quartiere. Servono dei presidi altrimenti un quartiere del genere rischia di essere tagliato fuori ancora di più. Per non parlare di altre zone come Vaccarizzo che sono totalmente lasciate al loro destino e senza servizi".

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