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Lunedì, 23 Maggio 2022
Politica

"Abbattere l'ex ospedale Santo Bambino per realizzare un parco urbano", la proposta di Gelsomino (Catania 2.0)

L'intervista al capogruppo della formazione che fa riferimento a Sammartino e Sudano. Secondo il consigliere il futuro urbanistico della città passa da una svolta green

Giuseppe Gelsomino, figlio d'arte e giovane capogruppo della formazione Catania 2.0, vede il futuro urbanistico della città orientato verso il verde. Il grande tema degli ospedali dismessi continua ad alimentare il dibattito: mentre i lavori dell'abbattimento della struttura esterna dell'ex Santa Marta vanno avanti arrivano nuove proposte. 

- Consigliere di recente vi è stata una seduta straordinaria su Corso dei Martiri. E' rimasto "soddisfatto" dalle repliche dell'amministrazione? 

"Su Corso dei Martiri la politica dovrebbe essere umile e dovrebbe lavorare per favorire la rigenerazione e le opere delle imprese private. Stiamo parlando di un'area molto vasta, contigua a Corso Sicilia e in pieno centro. Sono zone ben collegate con stazioni metro, stazioni autobus e stazione ferroviaria. Un'area che se rivalutata potrebbe essere un volano di sviluppo ma ho sempre chiesto di tutelare la vivibilità e il verde. Di certo se teniamo una grande "fossa" nel centro cittadino, ricettacolo di rifiuti e di persone che si accampano, non è un bello spettacolo. Il parcheggio di piazza della Repubblica è a scomputo degli oneri di urbanizzazione e anche in questo caso si tratta di uno strumento importante e si deve accelerare sul nuovo bando".

- Un'altra "ferita" che subisce la città è via Crociferi. Tra parcheggio selvaggio, mancato rispetto della ztl e vandalismo la via - tra le più belle della città - non viene tutelata adeguatamente?

"Il nostro gruppo ha sempre chiesto più telecamere. In tutte le città europee c'è la ztl con la videosorveglianza: appena viene infranta arrivano multe salte. Purtroppo da noi c'è la ztl ma è solo un cartello stradale. Ci deve essere un monitoraggio costante e noi abbiamo proposto l'estensione della ztl, come in via Crociferi e nella zona di piazza Teatro Massimo. L'inciviltà esiste ma va combattuta".

- Ospedali dismessi: un altro grande tema urbanistico. Come valorizzarli?

"Una parte del Ferrarotto andrà alla Questura per i suoi uffici e credo che un'altra ala la Regione potrebbe concederla al Comune, evitando così all'ente il pagamento di fitti passivi o l'utilizzo di strutture non funzionali, come ad esempio palazzo dei Chierici. Gli uffici comunali devono essere accessibili e con parcheggi nelle vicinanze. Sul Vittorio Emanuele abbiamo appreso della volontà della Regione di realizzare un museo dell'Etna ma prima occorre rivalorizzare tutta la zona, creando un percorso che deve partire da piazza Stesicoro, sfruttando il parcheggio Amts di via Plebiscito. Mentre sull'ex Santo Bambino ho una visione differente, più green...".

- E quale sarebbe?

"Secondo me l'ex ospedale Santo Bambino va abbattuto e va creato un grande parco urbano. Stiamo parlando di un'area vasta, circa seimila metri quadri, nel cuore di Catania e a due passi dall'università. Sarebbe un polmone verde utilizzabile dagli studenti, dalle famiglie e dagli sportivi e che darebbe nuovo valore a una zona priva di parchi rivitalizzando l'Antico Corso. Penso agli studenti e ai residenti che avrebbero un nuovo punto di aggregazione e socialità. D'altronde serve una svolta green, lo dicono gli scienziati e lo dicono i cambiamenti climatici. Le ondate di calore e le alluvioni sono segnali da non sottovalutare. Penso anche all'area dell'ex Palazzo delle Poste: lì non sono d'accordo sul cemento ma vedrei bene un grande parco con affaccio sul mare".

- E' oppositore dell'amministrazione: un giudizio su questi 4 anni di governo cittadino?

"A 27 anni quando sono stato eletto avevo tanto entusiasmo ed ero convinto che si potesse incidere. Purtroppo questa amministrazione ha tanto da rivedere, partendo dai rifiuti. Passo per il centro e mi fa male il cuore per le sue condizioni. L'igiene urbana è un grande problema irrisolto e molto parte da lì, perché si collega la vivibilità, l'ambiente ma anche la tassazione. In questi 4 anni abbiamo affrontato due grosse emergenze: il dissesto e la pandemia e nel mezzo ci sono state le due sospensioni del sindaco. Il mio gruppo è stato sempre responsabile ed è rimasto in aula per le votazioni importanti, come il bilancio, proponendo e correggendo ciò che non andava".

- La carenza di personale per il consiglio ha addirittura costretto al rinvio di una seduta. Come si può lavorare così? 

"Per protesta non ho partecipato all'ultima riunione dei capigruppo. E' un problema che esiste da tempo e già prima del Covid chiedevo al sindaco di fare una battaglia per chiedere al governo di sbloccare le assunzioni di personale anche per i Comuni in dissesto. Tra i pensionamenti che ci saranno rischiamo la paralisi non solo in consiglio ma in tutti gli altri uffici che erogano servizi ai cittadini e questo è inaccettabile".

- Lei è vicino al gruppo Sammartino - Sudano transitato nella Lega. Come vede il dopo Pogliese? Questa coalizione si dovrà confrontare sui nomi da lanciare...

"Ancora è prematuro parlare di Comunali. Credo che molto dipenda dagli equilibri che verranno raggiunti nelle elezioni regionali ma io voglio parlare dei temi. In primis dei rifiuti: se non si mettono in campo idee e soluzioni non risolveremo mai il problema. I cittadini sono interessati a vivere in un ambiente sano, pulito e che sia sostenibile".

- In questa città che vede la sua università colpita da una pesante inchiesta giudiziaria, la sua classe imprenditoriale a brandelli, la sua squadra di calcio in fallimento, la sua zona industriale con atavici problemi e con imprese come la Pfizer che minacciano licenziamenti quali sono le prospettive per un giovane?

"Alcuni anni fa ho ricevuto una proposta di lavoro allettante a Milano, io faccio il commercialista e sarebbe stata una ghiotta occasione. Ma io non me la sono sentita di lasciare Catania e ho avuto la possibilità di costruire qualcosa qui. Credo che, per quanto possibile, si debba cercare di non andare via per cercare di cambiare questa tendenza. Io nel mio piccolo ci sto provando ma so che è difficile: moltissimi miei amici vivono fuori e forse non torneranno più. Il catanese deve guardare di più al bene comune e deve dimostrare davvero di amare la città. Serve uno scatto d'orgoglio da parte di tutti".

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