L'ex sindaco di Trecastagni: "La verità trionfa. Sotto la mia guida il Comune esempio di legalità"

Giovanni Barbagallo accoglie con soddisfazione l'esito riguardante il procedimento sulla sua candidabilità e quella di altri amministratori. Dopo il terremoto dello scioglimento adesso promette battaglia

Dopo la sentenza favorevole, riguardo l'incandidabilità richiesta dopo lo scioglimento del Comune di Trecastagni ma non accolta dal tribunale etneo, l'ex primo cittadino Giovanni Barbagallo torna a parlare.

Infatti Barbagallo e i componenti della sua giunta si possono ricandidare perché non sono responsabili dello scioglimento del consiglio comunale di Trecastagni. Ciò è stato stato stabilito dal tribunale civile di Catania con l'ordinanza n. 4011/2019 dello scorso 3 maggio.

"Sotto la mia guida - ha dichiarato Giovanni Barbagallo - il Comune di Trecastagni è stato sempre un esempio di rispetto della legalità e di buon governo. Con questo provvedimento è stato dimostrato che nessuno degli eletti ha frequentato mafiosi o è  stato condizionato da essi. Non abbiamo mai favorito nessuno, non ci sono state complicità o comportamenti omissivi né inadempienze amministrative. Nel corso del nostro mandato amministrativo sono stati, invece, eliminati gli sprechi e ridotti i costi della politica. La pronuncia del tribunale ha stabilito che non ci sono elementi di colpevolezza da parte del sindaco e dei consiglieri per quanto riguarda la loro eventuale ricandidabilità, ma il ricorso sullo scioglimento del consiglio comunale verrà esaminato dal Tar del Lazio il prossimo 22 maggio".

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