Liberi e Uguali, ecco la carica delle donne candidate al Parlamento

Dopo la polemica sull'assenza di quote rosa, vediamo chi sono le donne della lista, e le istanze che - qualora venissero elette - hanno intenzione di portare all'attenzione della platea politica nazionale

I giochi catanesi sono fatti e, dall'assemblea di Liberi e Uguali catanese la palla ora passa ai dirigenti romani. I nomi che sono stati decisi ieri al Sal di via Indaco sono in totale 19, tra uomini e donne di Articolo1, Possibile e Sinistra Italiana. Tra questi sono state confermate le candidature del consigliere comunale di Catania Niccolò Notarbartolo, dell'attuale coordinatore organizzativo di Mdp Luca Barbato e di Danilo Festa per la camera, mentre per il Senato dell'ex sindaco di Aci Castello Paolo Castorina e del consigliere di circoscrizione Emanuele Giacalone. Rinuncia ufficialmente l'ex candidato Ars Vittorio Bertone, mentre dal calatino si presenta l'ex presidente del consiglio di Palagonia Salvo Grasso. Per quanto riguarda i cosiddetti catapultati dal contesto nazionale, sembra tramontare l'ipotesi dell'ex segretario della Cgil Epifani per fare spazio al deputato di Mdp Alfredo D'Attorre. 

Ma, dopo la polemica sull'assenza di quote rosa, vediamo chi sono le donne della lista, e le istanze che - qualora venissero elette - hanno intenzione di portare all'attenzione della platea politica nazionale. La piu giovane è senza dubbio Valentina Borzi, 32 anni, anima battagliera della vertenza sindacale nata dal maxi-licenziamento dei lavorati del call-center Qé di Paternò. Ex rsu della struttura, rappresentante sindacale della Cgil, Valentina si è contraddistinta per esser riuscita a de-localizzare la singola vicenda dal territorio paternese, trasformando quella del Qé in una battaglia generale per la difesa del lavoro e degli ammortizzatori sociali, soprattutto tra i lavoratori precari.

"Sono onorata che sia stata proposta la mia candidatura - spiega Borzì a CataniaToday - ho accettato questa sfida con un po' di incoscienza ma anche con grande convinzione e passione, sapendo che quella che mi aspetta è una partita sicuramente difficile"."I temi a cui vorrei dare priorità nella mia futura campagna elettorale e, si spera, anche all'interno del Parlemento, sono quelli de lavoro e dei lavoratori - continua la probabile candidata - Vorrei rivolgermi soprattutto ai giovani, ai precari e soprattutto a chi ha perso ognisperanza. Vorrei rivedere tutto il tema degli ammortizzatori sociali, individuare ad hoc per tutti quei lavoratori che vengono truffati dalle aziende. Esiste un vuoto normativo in tal senso, che poi è il tema centrale di molte battaglie che abbiamo già affrontato in passato. Vorremmo anche cercare di accellare i percorsi per la riscossione del Tfr per chi perde il lavoro in caso di chiusura delle aziende". "Non dimentichiamo anche l'abolizione del Jobs act e il ritorno alla centralità del contratto a tempo indeterminato - continua Borzì - strumenti che garantiscano continuità di reddito a chi rimane senza lavoro. Vorrei infine un'inasprimento delle misure contro il caporalato e di rafforzamento degli organi ispettivi - conclude - la lotta allo sfruttamento e al lavoro nero, e cominciare a ragionare sulla riduzione dell' orario di lavoro e parità salariale tra donne e uomini". 

Si passa poi a Marisa Barcellona, già professore ordinario di Biomichica alla ex Facoltà di Farmacia dell'Univeristà degli Studi di Catania, oggi socio corrispondente dell'Accademia Gioenia che racchiude un assise di grandi ricercatori e personalità dell'Accademica catanese. La professoressa Barcellona è stata proposta in quota Sinistra Italiana, anche se, come spiega lei: "non abbiamo inserito le indicazioni dei partiti di provenienza nella stesura della lista". E la sua è una candidatura che parte sin da subito in modo piccato: "Sono assolutamente in disaccordo con la proposta di Grasso sull'abolizione delle tasse universitarie - spiega a CataniaToday - la trovo inutilmente eccitante e controproducente. E' stata concettualmente sbagliata, il diritto all'accesso all'istruzione universitaria dev'essere garantito a tutti ma la Costituzione parla chiaramenti di capaci e meritevoli privi di mezzi, che devono essere sostenuti con libri, mense, trasporti". "Una società deve concorre nel benessere collettivo di chi ha meno, ma non ha senso abolire le tasse". "Una volta in Parlamento vorrei agire su due settori fondamentali - aggiunge infine - Istruzione e Salute. Qualsiasi cambiamento deve partire dalla garanzia che i cittadini siano ben istruiti e in salute". "Sicuramente - conclude ironicamente - non vorrei vedere la signora Fedeli a fare il ministro della pubblica Istruzione". 

Come indipendente, senza sponsor di partito, troviamo Ambra Monterosso, ex primo dirigente della polizia di Stato, vera lady di ferro del parterre di Liberi e Uguali che da sempre sostiene l'importanza della "laicità dello Stato". E, infine, anche la commercialista di Zafferana Matilde Riccioli, ex candidata alle elezioni regionali con la lista Cento passi per la Sicilia, e l'avvocato penalista catanese Mary Chiaramonte, consigliere dell'ordine degli avvocati etneo. 

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