Cangemi: "Inizia la scuola, va in scena un paese al quale viene ucciso il futuro"

Dichiarazione di Luca Cangemi, del coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra, in merito alla drammatica situazione in cui verte la scuola del sud

Luca Cangemi

A poche ore dall'inizio dell’anno scolastico a Catania, arriva la dichiarazione di Luca Cangemi, del coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra in merito alla drammatica situazione in cui verte la scuola.

“I drammatici ritardi e l’incredibile caos con cui si apre l’anno scolastico sono segni eloquenti della crisi sociale e civile che sta travolgendo l’Italia. Una vergogna che assume dimensioni spaventose nelle regioni meridionali. I tagli devastanti , operati dal governo, così come l’arbitrio e l’incompetenza con cui è gestito ogni aspetto della vita del sistema dell’istruzione, hanno condotto a una situazione ingovernabile. La gran parte degli istituti si trova a cominciare le lezioni senza condizioni essenziali di funzionalità."

Come non ricordate, a questo punto, la situazione dell'istituto G. Parini di Catania dove 75 bambini  rischiano, domani, di seguire le lezioni in piedi perchè senza banchi e sedie.

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"Il dramma del precariato è sempre più grave - continua Cangemi - Un gran numero di lavoratori e lavoratrici è stato costretto a emigrare negli istituti del nord, sottoposto a regole capestro mentre per chi è rimasto nel Sud le condizioni si sono fatte ancor più umilianti e incerte. Le promesse di stabilizzazione, sancite per legge, sono state vanificate e la Gelmini prepara nuove imboscate sul reclutamento e nuove guerre tra i poveri. E’ necessaria una chiara e forte denuncia di questa situazione. In questi giorni, nei caotici uffici scolastici così come nelle aule sovraffollate non è in gioco solo il lavoro di tanti docenti e lavoratori ATA, va in scena un attacco mortale al futuro delle giovani generazioni e dell’ intero paese. E’ dunque necessaria una mobilitazione generale, per difendere i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, per contrastare le scelte del governo, per salvare la scuola pubblica come elemento decisivo dello sviluppo del paese”.
 

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