M5S chiede chiarimenti sui rifiuti palermitani in arrivo nel catanese

Le deputate regionali Foti e Marano intervengono sul trasporto in atto dalla discarica di Bellolampo, a Palermo, a quella di Valanghe d’Inverno, a Motta S. Anastasia

“Da oltre un mese la discarica di Motta S. Anastasia ha aperto le porte ai rifiuti di Palermo. Questi rifiuti dovrebbero arrivare qui già pretrattati dall’impianto Tmb di Palermo, ma siamo sicuri che ciò avvenga? Siamo a conoscenza che questo impianto non funzioni regolarmente ed è quindi probabile che i rifiuti non siano conformi alle prescrizioni di legge. Se così fosse, non potrebbero entrare nella discarica di Misterbianco”.

A sollevare la questione sono le deputate regionali Jose Marano e Angela Foti, del Movimento 5 Stelle, intervenendo sul trasporto dei rifiuti dalla discarica di Bellolampo, a Palermo, a quella di Valanghe d’Inverno, a Motta S. Anastasia (che li riceve insieme ad altri siti), nell'ambito di un'operazione condotta in emergenza e che sta costando 120 mila euro al giorno.

“Chiediamo che le autorità competenti facciano le opportune verifiche - proseguono le deputate - perché i rifiuti devono essere biostabilizzati dagli impianti Tmb prima di essere conferiti in discarica. Sappiamo, anche da fonti di stampa, che l’impianto Tmb di Bellolampo, dal quale transitano i rifiuti di Palermo prima di essere smistati anche nelle discariche del Catanese, abbia bisogno di urgenti interventi di manutenzione altrimenti rischia di guastarsi definitivamente. L’altra discarica catanese che riceve i rifiuti di Palermo, Grotte San Giorgio di Lentini, li ha già rispediti indietro ritenendoli non ben trattati. Tutto questo fa pensare a un potenziale rischio ambientale che potrebbe investire la Sicilia orientale”.

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“In tutto questo - aggiungono Marano e Foti - siamo contenti di apprendere che l’Arpa abbia deciso di posizionare delle centraline per rilevare le emissioni odorigene nei territori di Motta S. Anastasia e Misterbianco, per tutelare la salute dei cittadini. Tuttavia, le rispettive comunità non ne possono più di ricevere i rifiuti di Bellolampo, a maggior ragione se questi non sono sicuri e conformi alla legge. L’emergenza non può giustificare alcuna irregolarità e abbiamo quindi chiesto agli uffici regionali di avviare una Vis (Valutazione di impatto sanitario), uno studio che potrebbe accertare implicazioni anomale sulla salute dei cittadini facendo scaturire eventuali provvedimenti nei riguardi delle strutture che ricevono i rifiuti. Tra l’altro sulla discarica di Motta il clima è tutt’altro che sereno: la struttura è al centro di gravi contestazioni e il sindaco di Misterbianco ha preparato un dossier e avvierà azioni giudiziarie per opporsi al recente rinnovo dell’Aia (Autorizzazione di impatto ambientale)”.

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