Caso Gregoretti, per Salvini impedire sbarco "fu una decisione collegiale"

È questo il succo della memoria depositata dai legali del leader della Lega, Matteo Salvini, alla Giunta delle elezioni e delle immunitá parlamentari

La decisione di non far sbarcare i 131 migranti dalla nave Gregoretti lo scorso luglio è stata presa in modo collegiale "col pieno coinvolgimento di palazzo Chigi e dei ministeri competenti, in modo perfettamente sovrapponibile a quanto accaduto per la nave Diciotti". È questo il succo della memoria depositata dai legali del leader della Lega, Matteo Salvini, alla Giunta delle elezioni e delle immunitá parlamentari in cui l'ex responsabile del Viminale ripercorre minuziosamente tutti gli avvenimenti che hanno preceduto lo sbarco degli immigrati dalla nave Gregoretti, sottolineando il ruolo attivo della Presidenza del Consiglio dei ministri anche per coinvolgere i Paesi europei nella redistribuzione. In particolare - come documentato da una mail allegata alla memoria - la Presidenza del Consiglio dei ministri aveva investito della questione alcuni Stati membri: Germania, Francia, Portogallo, Lussemburgo e Irlanda. Un accordo per l'accoglienza era stato raggiunto anche con la Cei.

Il tutto dopo una riunione di coordinamento del 2 agosto 2019 convocata dalla Commissione Europea. Salvini spiega inoltre che "c'è traccia di comunicazioni tra il Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo di Roma con gli uffici di Gabinetto dei Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Difesa, dell'Interno e degli Affari Esteri. È rilevante il ruolo del premier Giuseppe Conte: il 26 luglio 2019, il giorno prima dell'arrivo della Gregoretti nella rada del porto di Catania, la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva inoltrato formale richiesta di redistribuzione degli immigrati ad altri Paesi europei".

Da tutto questo, conclude Salvini, "è dunque evidente come fosse il Governo, in modo collegiale, a gestire tale attivitá". Nella documentazione depositata questa mattina, il leghista segnala altre dichiarazioni pubbliche e mail che dimostrano il pieno coinvolgimento dell'esecutivo.

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