Muncipalità e gettoni di presenza: è rivolta per un emendamento di Valeria Diana (M5S)

Durante l'approvazione del regolamento per il decentramento l'amministrazione ha fatto propria la proposta pentastellata sulle modifiche per la concessione del gettone

E' stato approvato a novembre del 2019 il nuovo regolamento per il decentramento che ha stabilito maggiore autonomia per i municipi etnei e, quindi, maggiori responsabilità. Ma dopo qualche mese arriva qualche nota "stonata" che ha acceso discussioni e malumori tra molti consiglieri delle sei municipalità catanesi.

A darne notizia è stata la consigliera del Movimento Cinque Stelle Valeria Diana che sui social ha illustrato i motivi del contendere. L'esponente pentastellata aveva presentato un emendamento al regolamento che, con una piccola correzione semantica, ha stravolto le modalità di conteggio dei gettoni di presenza dei consiglieri di circoscrizione. Se durante i lavori della commissione, presieduta da Sebastiano Anastasi, che ha elaborato il regolamento non erano emersi emendamenti dell'opposizione, durante la seduta consiliare sono invece apparse alcuni elementi correttivi al testo del regolamento sul decentramento.

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Uno era proprio l'emendamento di Valeria Diana, concordato con il suo gruppo, che ha la ratio di riconoscere il gettone solo dopo aver presenziato al 50% della durata della seduta e, comunque, ad almeno mezz’ora consecutiva.

"Nulla di trascendentale, anzi, dovrebbe trattarsi di una scelta di buon senso - spiega la consigliera Diana - condivisibile da tutti gli schieramenti politici perché volta a combattere il malcostume di partecipare alle sedute per pochi minuti al solo scopo di maturare il gettone di presenza".

L'emendamento è stato fatto proprio dall'amministrazione Pogliese e, quindi, a tutti gli effetti fa parte del regolamento. Così, solo a cose fatte, si sono sollevate le perplessità di molti esponenti consiliari. In primo luogo perché il testo dell'emendamento avrebbe tratto in inganno alcuni consiglieri. Questo in virtù del fatto che nella versione consegnata in aula ad alcuni esponenti consiliari, di cui abbiamo copia, inizialmente si parlava di interrogazioni e successivamente, in uno dei punti a corollario, del cambiamento delle modalità di percezione del gettone di presenza con la correzione "semantica" incriminata.

Così per qualche esponente della maggioranza si tratterebbe di un "emendamento truffa" che ha tratto in inganno il consiglio intero. Molti altri, invece, hanno fatto riferimento alla impossibilità di poter pianificare la più classica delle strategie politiche per mettere in difficoltà la maggioranza, ossia l'uscita dall'aula. Infatti per far cadere il numero legale spesso i consiglieri abbandonano l'aula. Ma se la seduta dovesse proseguire e se l'esponente consiliare che è uscito non ha totalizzato il 50% di tempo complessivo di presenza non percepirà così alcun gettone.

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La consigliera Diana rivendica la sua scelta: "Abbiamo votato una norma a favore dei cittadini che costringe i politici fannulloni (quelli seri ed efficienti non ne sono toccati) a lavorare seriamente, ma la fantasia e la tenacia dei consiglieri di maggioranza non ha limiti tant’è che alcuni di essi starebbero cercando di risolvere la situazione chiamando in causa il segretario comunale". La contesa, dunque, rimane aperta.

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