Musumeci a Gravina: "Tappa importante per mia vita politica"

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci è tornato a Gravina di Catania. Il Comune che negli anni Ottanta lo vide giovanissimo consigliere comunale nelle fila del Msi-Dn

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci è tornato a Gravina di Catania. Il Comune che negli anni Ottanta lo vide giovanissimo consigliere comunale nelle fila del Msi-Dn e che oggi, per volontà del sindaco Domenico Rapisarda e dell’ex amministratore Giorgio Fichera, ha voluto testimoniargli stima ed affetto. “Per essere un esempio - ha detto il primo cittadino gravinese, dopo avergli fatto omaggio di una pittura su pietra lavica ceramizzata raffigurante la facciata della Chiesa Madre di Sant’Antonio da Padova - di impegno costante, lealtà e trasparenza cui ogni amministratore deve fare riferimento”.

Sono intervenuti per un saluto il presidente del Consiglio comunale Rosario Ponzo e i consiglieri comunali Massimiliano Giammusso e Santi Porto. “Gravina è la mia terza visita istituzionale, dopo Militello e Catania - ha quindi esordito Musumeci, intervenendo in una sala consiliare stracolma di cittadini, dipendenti e autorità locali - ed è una tappa importante nella mia vita politica e se volete, in un certo senso, è anche la ragione per la quale abbiamo voluto questo incontro”. L’intervento di Musumeci spazia dai temi della politica regionale ai ricordi della sua gioventù “quando – racconta – la polemica politica non andava oltre i limiti del galateo istituzionale e la piccola comunità gravinese non aveva ancora assunto, in termini di responsabilità e di servizi, le dimensioni attuali”. Ma i ricordi gravinesi cedono il passo all’attualità.

“Oggi – ricorda Musumeci - inizia al Parlamento regionale il dibattito sulla finanziaria, l’appuntamento più importante di ogni ente locale ed è la prima finanziaria del mio governo, che ha dovuto fare i conti con una realtà assai difficile. Ma stiamo lavorando per una riforma della finanza locale perché continuando di questo passo gli enti locali in Sicilia, comuni e province, non avranno più futuro. Non possiamo più garantire neppure i servizi essenziali. La Regione ogni anno paga 1 miliardo e 350 milioni di euro allo Stato per ripianare la finanza pubblica, invece di ricevere risorse noi siamo costretti a dissanguarci per finanziare lo Stato. E nel frattempo alcune entrate, che lo Statuto contempla dal 1947, continuano ancora ad essere negate. Abbiamo un indebitamento di 8 miliardi e mezzo, non riusciamo a chiudere neppure il bilancio ordinario e se non fosse per i fondi extra regionali non avremmo neppure la possibilità di investire nelle opere pubbliche. Per fortuna i fondi extra bilancio ce lo consentono, abbiamo 6 miliardi da spendere ma non abbiamo trovato un progetto e stiamo quindi lavorando per redigerli e mettere le imprese nelle condizioni di costruire strade e scuole. L’altro giorno – ha tenuto a precisare il presidente della Regione - abbiamo presentato un bando per 272 milioni di euro solo per l’edilizia scolastica, dalla materna alle superiori. I principali progetti ai quali dobbiamo lavorare sono la viabilità, la riqualificazione dei centri storici e l’edilizia scolastica. Poi c’è il problema degli anziani, avvertito anche a Gravina perché la popolazione cresce sempre di più. Nei prossimi 10 anni la Sicilia sarà la regione con il più alto numero di anziani oltre i 65 anni e chi governa ha il dovere di garantire, assicurare o facilitare una vecchiaia in serenità. Tutto questo pone un problema serio di programmazione e di risorse finanziarie. Abbiamo scoperto che in Sicilia ci sono 12.000 disabili gravissimi, lo scorso anno se ne conoscevano appena 2500, il che ha comportato uno stanziamento di 220 milioni di euro. Sono troppi e per questo avvieremo indagini su furbizie, imboscati e fannulloni”.

Musumeci ha quindi concluso il suo intervento ricordando agli amministratori gravinesi che “la politica non è una professione ma va fatta con professionalità e rispetto per l’avversario, essere eletti non è il punto di arrivo ma di partenza”.

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