Domenica, 19 Settembre 2021
Politica

Oasi del Simeto, Pd: "Subito reinsediamento della vegetazione"

L’incendio che ha incenerito l’importantissima area umida siciliana, la Riserva Naturale Orientata ha provocato danni irreversibili: il fuoco ha distrutto gran parte della vegetazione alterando il ciclo vitale

Il drammatico venerdì di fuoco del 30 luglio scorso, gli incendi precedenti e quelli che tuttora si registrano a Catania e provincia, hanno avuto una vasta eco per i danni a imprese, abitazioni, cittadini, colture ed ambiente. L’incendio che ha incenerito l’importantissima area umida siciliana, la Riserva Naturale Orientata “Oasi del Simeto”, ha provocato danni irreversibili: il fuoco ha distrutto gran parte della vegetazione alterando il ciclo vitale, in quanto la diversità biologica è stata largamente compromessa.

Per il segretario provinciale del Partito Democratico, Angelo Villari, e per la responsabile per le Politiche ambientali, Giusy Pedalino, “quando il verde brucia reca  una grave perdita di biodiversità e se a bruciare è una riserva destinata alla nidificazione ed alla migrazione della fauna selvatica, come l’Oasi del Simeto, o i parchi siciliani dell’Etna e delle Madonie, la Riserva dello Zingaro, alla perdita di verde si piange la perdita di tutti gli animali che quel luogo lo vivevano".

"Per l’Oasi del Simeto – proseguono Villari e Pedalino – occorre subito attuare una strategia per il reinsediamento del patrimonio vegetazionale e faunistico. Intanto è necessario potenziare i controlli ed i mezzi antincendio, totalmente insufficienti come ha dimostrato il rogo del 30 luglio, per evitare il ripetersi, in futuro, dello stesso scenario, mentre appare urgente trovare una soluzione al deflusso delle acque reflue in mare, poiché le stesse possono essere recuperate e riutilizzate per i terreni che inaridiscono a causa della mancanza d’acqua".

"È indispensabile redigere un piano di riforestazione dell’Oasi, del territorio della provincia e della Sicilia, per il ripristino dei luoghi ed il contrasto alla desertificazione in atto e attivare una strategia di contrasto e di repressione che fermi la matrice dolosa e criminale che si cela dietro questi fatti. Non vorremmo che – chiudono Villari e Pedalino – le mafie sostituiscano i cerini alle pallottole”.

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